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    Druido

     
     
     
     
     
    La furia di una tempesta,
    la forza delicata del sole mattutino,
    l'astuzia della volpe,
    la potenza dell'orso,
    tutto questo e anche di più è sotto il potere del druido.
    Tuttavia,
    il druido afferma di non avere alcun potere sulla natura.
    Quest'affermazione,
    sostiene,
    è la sciocca diceria di un abitante della città.
    Il druido prende il suo potere non dal dominio sulla natura,
    ma dal suo essere una cosa sola con essa.
    Agli intrusi nel bosco sacro di un druido e a coloro che provocano la sua collera questa distinzione sembrerà eccessivamente sottile.
     
     
     
     
    I druidi vanno all'avventura per acquisire conoscenze ( soprattutto su animali e piante a loro sconosciute ),
    e potere.
    Talvolta,
    i loro superiori richiedono i loro servigi.
    I druidi possono anche usare il loro potere contro quanti minacciano le cose a loro care,
    che comprendono più spesso boschetti di alberi secolari o montagne impraticabili che non persone.
    Se da una parte i druidi accettano ciò che è orribile e crudele in natura,
    dall'altra odiano ciò che è innaturale,
    comprese le aberrazioni o i non morti.
    Talvolta compiono missioni punitive contro queste creature,
    in particolare quando gli abomini invadono i loro territori.
     
     
     
     
    I druidi custodiscono e tramandano la loro arte divinatoria,
    sebbene molti traggano incanti dal potere della natura piuttosto che dai pantheon pagani.
    Le loro magie sono orientate verso la natura e gli animali,
    acquisendo una crescente gamma di capacità,
    compresa quella di assumere la forma degli animali.
    Le protezioni dei druidi sono limitate dai loro giuramenti tradizionali,
    evitando di trasportare molto metallo lavorato poichè interferirebbe con la natura pura e primitiva che cercano di incarnare.
     
     
     
     
    I druidi,
    in armonia con l'indifferenza fondamentale della natura,
    devono mantenere almeno qualche forma di distacco.
    Per questo devono essere neutrali su almeno uno degli assi,
    se non entrambi.
    Come la natura comprende dicotomie di vita e morte,
    bellezza e orrore,
    pace e violenza,
    così due druidi possono manifestare diversi o anche opposti allineamenti e fare ancora parte della tradizione druidica.
     
     
     
     
    Un druido venera la natura su tutto.
    Egli può acquisire le sue capacità straordinarie dalla forza della natura stessa oppure da una divinità della natura.
    Il tipico druido aspira a una spiritualità mistica di unione trascendentale con la natura,
    piuttosto che alla devozione per un'entità divina.
     
     
     
     
    Sebbene l'organizzazione sia invisibile a molti estranei che considerano solitari i druidi,
    questi fanno parte di una società che si estende in tutti i territori ignorando le frontiere politiche.
    Un futuro druido è introdotto in questa società attraverso rituali segreti che comprendono prove a cui non tutti sopravvivono.
    Solo dopo aver raggiunto un certo livello di competenza al druido è permesso di muoversi autonomamente.
    Tutti i druidi sono nominalmente membri della società druidica,
    anche se alcuni vivono così isolati da non aver mai visto membri di alto rango nè partecipato a riunioni druidiche.
    Ciò nonostante,
    tutti i druidi si considerano sorelle e fratelli,
    ma in quanto vere creature del mondo selvatico,
    talvolta,
    sono in competizione tra loro o addirittura si comportano come prede e predatori.
    I druidi possono vivere in piccole città,
    ma trascorrono sempre buona parte del loro tempo in zone disabitate.
    Anche grandi città altrimenti circondate da terre coltivate a perdita d'occhio spesso hanno nelle vicinanze dei boschi druidici,
    piccoli rifugi selvatici in cui vivono i druidi e che essi proteggono fieramente.
    Vicino alle città costiere il rifugio è spesso su di un'isola in cui i druidi possono trovare l'isolamento di cui hanno bisogno.
     
     
     
     
    Elfi e gnomi hanno una certa affinità con i territori naturali e generalmente sono druidi.
    Anche umani e mezzelfi molto spesso sono druidi e i druidi sono particolarmente comuni tra gli umani selvaggi.
    Nani,
    mezzuomini e mezzorchi,
    invece,
    sono raramente druidi.
    Pochi umanoidi selvaggi sono accolti nella società druidica,
    tranne gli gnoll che hanno tra di loro un buon contingente di druidi malvagi,
    tanto da essere accettati ma non accolti a braccia aperte.
     
     
     
     
    I druidi condividono con guardaboschi e barbari la venerazione per la natura e una certa affinità con i territori selvaggi.
    Non comprendono i tipici modi urbani di un ladro e considerano la magia arcana disgregante e un pò repellente.
    I tipici druidi disprezzano la devozione dei paladini e dei cavalieri per gli ideali astratti invece che per il mondo reale.
    Tuttavia,
    sono abituati ad accettare la diversità e raramente si sentono offesi dagli altri,
    neanche da coloro particolarmente diversi da loro.
     
     
     
     
    Ci fu un tempo,
    riflessi di fantasie fà,
    in cui la smeraldina e tangente linea di confine fra la dimensione del piccolo popolo e quella degli uomini,
    volutamente collassò su se stessa e verso l'altrove,
    distraendo coloro che scoprivano distanze dentro sè dall'inventare l'allucinazione collettiva delle religioni,
    legiferate dal tedioso vincolo del bisogno di.. razionalità.
    E i druidi sopravvivono,
    inconsapevoli stazioni relè che emanano il sapore della disfatta di quel giogo,
    ripetendo il segnale ovunque e a chiunque li ascolti,
    poco conta se a fin di bene o a fin di male.
    Eppure,
    nelle notti innevate e lacerate dai picchi dei bastioni montanari,
    nei giorni ammantati e velati da arabescate folate di luce,
    nei mari oceanici e nei laghi metropolitani,
    nelle foreste di pietra e nei crocicchi dagli svii d'edera,
    quel richiamo echeggia,
    emergendo dalla più imponderabile e innocentemente selvaggia delle mie speranze..
     
     
     
     
     

    Rituale runico della forgia

     
     
     
     
    Cerca il cuore della montagna.
    Estrailo l'ultimo giorno della terza luna.
    Alimenta la fornace a mezzanotte.
    Quando il metallo brilla di rosso.
    Battilo prima dell'alba.
    Sette volte ripiega il metallo incandescente su se
    stesso.
    Sette volte intona il canto della forgia.
    Raffredda nel sangue di un drago.
    Smorza rovente nel mercurio di Karak Ungol.
    Compì ciò nel nome di Haki il progenitore.
    Tempra nell'acqua del Varn.
    Affila la lama sul corno di un drago.
    La terza luna d'inverno, incidi la runa assassina.
    Consacra con sangue di troll, ucciso nel giorno di
    Grugni.
    Fascia l'elsa con pelle di drago, le scaglie all'interno.
    Fregia l'impugnatura con oro di Azgal, legalo con
    metallo Azul.
    Imprimi il segno di Grimnir sul pomello zanna
    d'Orco.
    Battezza con la birra sull'altare di Valaya.
    Uccidere un troll di notte renderà la runa
    risplendente.
    Per mille anni.