Jacopo Manuèl M...'s profile Re e MendicantiPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Imperfette imperfezioni..Sorriso.
Timore al timone di nuvola soffiata da sbuffo amichevole,
che sbiadisce per poi sorprendere poco dopo,
in compagnia.
Ma muta,
il riflesso del timore.
In armonica dissonanza a forma di chiave.
Una chiave di volta,
tremula perchè sommersa da lago,
notturno e languido,
senza fumi e rossori.
Si veleggia oltre l'arcata e la si spalanca con dolcezza,
ancorando questa fantasia all'evidenza scolpita istanti prima del volo.
Però mi manchi lo stesso..
.. ogni tempo che il crepuscolo avanza come erede senza gloria di danza gonfia di soffici veli,
baciati dall'aurora,
orma dopo orma del tuo vagare.
Che speranza,
che sorpresa,
jo ti vengo incontro..
alla mia buona Stella
Vite Perdute.. dai Riflessi di una Donna..
Distrai la Mente dal Giogo eterno,
di lamento e compianto non cercare ritegno, labirinti infiniti, stradelli senza uscita ed è la tua Vita quando è amara Partita. Pedine di Sorti che non vantano Eroi, perduti nel senno dell`Onore di poi, vittorie e sconfitte armate di lama, in nome di un Dio che ne detta la Trama. Ma cosa rimane quando il Tuono si smorza? Soltanto un Sussurro: che la Vita era nostra. L.D. Riflessi" Una Rosa che sfiorisce, mi annebbia il Cuore, rendendolo consapevole di qualcosa che ha l`amaro sapore dell`inevitabile, fratello dell`ineluttabilità, foriero di impensata accettazione.
E rimango muta, senza parole, al cospetto di ciò che è stato, di ciò che è e di ciò che più sarà. Ma non lo accetto. E mai lo accetterò. In memoria Vostra, Cavaliere, del Vostro nobile Spirito, mentre annega ora, nel lago che rispecchia la Leggenda. L. D. "
Lo Scudiero muto e il Cavaliere cieco - La storia di Tchogs e IsabeauDedicata a una musa ispiratrice. Ero pronto a tutto, ma non a Te..
Jago
- Lo Scudiero muto e il Cavaliere cieco - La storia di Tchogs e Isabeau -
Il mio nome è Ipérione Saliéri, il fu scriba del Re Ricàrdo Aspérda. Sto per affidare la mia ultima piuma agli occhi del Cavaliere di ventura Zaccaria della Valle, che attendo nell’ultima stanza della mia torre, quì a Lamòrdia, ultimo dominio libero nella terra del Ràvenloft. Fa freddo. Capitolo primo: I due Re. - E’ Inverno. L’Estate è un lontano ricordo, la Primavera una speranza che muore con la fine dell’Autunno. La neve scende piano e copre le nostre terre con una coltre candida e ghiacciata, ma il fuoco del nemico desta il nostro riposo e ci costringe a resistere giorno dopo giorno assediati in queste quattro mura, un tempo l’orgoglio e la gloria del nostro Re. I suoi cavalieri sono morti in guerra, i suoi armigeri nel sonno e la sua guardia scelta nell’impresa di cercare alleati a nord, non abbiamo loro notizie da mesi. Rimangono i paggi e le dame di corte a popolare i lunghi corridoi e i sotterranei e la sala del castello, in attesa che qualcosa, qualsiasi cosa accada. Nessuno comprende le cause di questa lunga battaglia, al di là del potere e dell’espansione e il Re è stanco e deluso di aver creato con amore e pazienza infiniti un regno destinato a scomparire e a soccombere all’ignoranza e alla violenza senza ragione. Sta morendo, vede svanire la pace e la prosperità e dice che siamo liberi di andare alla mercè dei soldati del Re Wòlfsson, ma che lui non cederà alla barbarie e sarà l’ultimo baluardo della sua terra, seduto sul suo trono ad affrontare la morte con la corona sul capo e la spada nella mano, da solo. E così, rimango al fianco dell’ultimo degli Aspérda, l’ultima famiglia nobile di Lamòrdia. Trascorro i giorni finali di decadimento del bastione nelle segrete del castello testimoniando, pietra dopo pietra, il disfacimento di un sogno e come un grande uomo resiste per una causa che non è perduta fintanto esisterà un solo folle a combattere per essa. I nostri incontri sono rari e pregni di saggezza, ridiamo e parliamo dei tempi passati, pregando nel tempio della Regina Amàlia e piangendo sulla tomba della sposa del Re. Non mangiamo da giorni, non dormiamo da settimane e ci evitiamo a vicenda: ognuno preferisce vivere la sua fine a modo proprio facendo tesoro dei suoi ultimi respiri. - Mirabile visu, incredibile dictu..!! Non siamo stati dimenticati e qualcuno ha raccolto il nostro grido di aiuto accorrendo in soccorso..!! Non importa chi sia o che sia uno soltanto, non importa da dove provenga o al cospetto di quale vessillo si inchini: dice di chiamarsi Tchogs e di essere un Cavaliere di una terra molto lontana, errante per disgrazia e volontà. E’ un uomo gioviale e umile, alla ricerca di un posto incontaminato dalla miseria dei nostri simili per diffondere ideali di amore e di onore e di vita. Parla poco ma risponde bene, lasciandoci immaginare la bellezza dei suoi sogni. Quando gli chiediamo chi sia mai il suo signore Tchogs risponde di non averne alcuno ma di nutrire fedeltà ai suoi Fratelli d’arme. Narra di un Lago da cercare per tre volte e di una creatura sacra alata, guida che incarna i valori di queste grandi e coraggiose persone raccolte sotto un’unica insegna. Al mio Re non interessa della morte e della distruzione che dilagano incontrastate nella sua epoca e benedice l’arrivo di questo giovane ragazzo ringraziando le stelle del dono prezioso: è convinto che i suoi desideri siano stati avverati e trascina il Cavaliere Errante nei suoi progetti di un nuovo mondo, di un nuovo sogno, di una nuova illusione. Tanto Tchongs quanto io proviamo imbarazzo e apprensione nell’assecondare gli innocenti deliri di chi ha perduto ogni cosa a lui cara. Ma non abbiamo premura di questo dolore perché non sorgerà un’ultima aurora, i guerrieri del Re Lupo nella loro infinita pietà scenderanno il buio senza fine nei nostri cuori a momenti. Il Cavaliere dice di aver scelto il suo destino e che rimarrà al fianco di un grande Re, nel nome di trecento cuori e di trecento spade. Non si dispera, non ha paura della Morte che lui chiama Sorella ma ci confida di piangere per una Rosa che non potrà più cogliere. Noi non sempre sappiamo capire cosa muove questo personaggio strano e fedele a se stesso da una vita, ma nei nostri spiriti sentiamo che è parte di un qualcosa di grande e alla nostra portata. “ Chiunque si sposi all’Erranza si vota ad un’esistenza di Valori e Dettami sacri, io non so dirvi il perché e il per come ma tanto Luce quanto Tenebre trovano in me fertile dimora ” è solito ripetere quando Re Ricàrdo scruta nei suoi occhi chiari e limpidi con i propri scuri e peciosi, limitandosi a sorridere e a scuotere il capo: forse è giunto il tempo in cui i Re si inginocchiano ai Cavalieri, forse è arrivato il momento per prendere un profondo respiro, fermarci e guardare cosa abbiamo lasciato alle nostre spalle, e ricominciare a vivere. Tchogs, possa essere sempre libero il tuo grande animo, addio.. - Sono entrati. Hanno dato fuoco al cancello indebolendone il legno e creando una breccia nella superficie secolare. Sono arrivati. Odo le loro urla e le loro bestemmie agli Aspérda nel piazzale d’arme. Ascolto il rumore delle bianche colonne del sepolcro della Regina Amàlia sradicate senza rispetto e senza religione. Il palazzo brucia e monda peccati che non ha commesso col fuoco e il mio Re piange, piange come un bambino nella stanza scura delle segrete, assieme con Tchogs e me. Il tonfo sordo e che non da scampo dell’ariete scuote e fa tremare la porta di ferro dell’ultimo salone sotterraneo. “ Erranti una volta Erranti per sempre..!! ” è il grido che si leva dal Cavaliere che sprona il Re ad impugnare la sua spada all’unisono con la propria, a danzare col nemico per l’ultima volta, a “ Morire per vivere in eterno..!! ” Nasconderò questa pergamena dietro ad un mattone del muro, nella sciocca speranza che possa sopravvivere e che possa rendere umidi occhi futuri e migliori. Come ci disse Tchogs salutandoci per la prima volta, “ Pace e Prosperità ” . Fa freddo. Je fluctue entre la peur et l'espoir . .3 / 3 / 09
Mare, l'aurora
.. calpesto la via lattea di conchiglie,
scia cangiante di candore stellato,
e sbiadisco,
nella muta spirale oltre il velo che oscilla fra paura e speranza..
il profondo blu della notte,
misterioso concerto di lumi,
annega nel materno abbraccio del mare,
spalancando l'impensabile,
incolore e insapore confine tra il rosso plumbeo di un mio pensiero che tramonta e lo smeraldo d'acquamarina di una venatura dell'anima tua,
che glissa,
altrove..
così scivolo nel tuo riposo,
incoronato ospite del tuo sogno..
un filamento del mio spirito fluttua verso il tuo cuore e,
mano nella mano,
il mio sguardo che pulsa di volontà ti scansa un poco dall'atarassia dell'inerzia,
affinchè il tuo stato d'animo ti ferisca e mortifichi di meno,
emergendo da se stesso..
se hai voglia d'essere triste sii triste,
quando non lo sarai più mi troverai abbracciato al tuo fianco,
lascia che sia jo a sorridere per entrambi,
ora..
ogni volta che mi lascio tradire da questo mondo,
sappi che torno a calpestare quella galassia di pietre marine,
da cui torno,
cercando le briciole di quanto delicato tu custodisca nei volti dell'invisibile corrente che mi viene incontro..
sopravvivere a noi stessi insieme,
è questo l'unico granello mancante al disegno del destino che desidero..
Lago . .Mm..
Scalzo piedin s`affretta logoro pè breccia umida e viva, scanzonand`un passetto timido e lesto, vers`una notturna riva.. ( Ricerca ispirazione, dedicando uno sguardo commosso e insofferente verso la luna, questa sera ) S`affonda e s`affanna ne la melma fangosa, ne finge di pestar quiete, un tutt`uno co` sta gorgogliante morosa.. E accade, briciola di raggio lunare ne lambisce caviglia e veste, brillando`l guizzo verso l`alto, osando al mondo gradito e raro presente.. ..balena la scia luminosa e bella, che serpeggia verso sponde impreziosite e scelte.. ..ondeggia la via lineare e argentea, sferzata dal mormorio de`l vento d`Ostro, capriccioso e prepotente.. Piedin pedante n`saccontenta, smuov`e increspa l`acqua, guardiana e sentinella.. ..de l`arcàn mistero ch`essa cela, annegato da rassicurante mole, tant`è più d`un`era..
Un Cavaliere Errante
Alba e Tramonto . .26 / 2 / 09
Giardini pensili, crepuscolo
Tienimi stretto al tuo seno,
e non ti lascerei andare mai,
alba e tramonto,
alba e tramonto amanti in lacrime di baci..
un sogno senza requia e non sei sola,
ma vento che mi salva e acqua che a me rinuncia,
sono fuoco e a te appartengo..
non dar peso,
amore mio,
al grigio di quel dispiacere e guardami..
ancora arde la mano che t'accarezza,
in riva al mare,
ove due stelle possono splendere insieme..
per sempre..
Fairy Tale - Shaman -> http://www.youtube.com/watch?v=-l4JD1c7vDk
Notti di Luna piena . .14 / 3 / 09
Mare, l'una di Notte
Mm..
Uffi, dove stanno gli Gnomi..? Aspetterò la prima pioggia dopo queste Notti di Luna piena, di quella lontana, enorme Stella polare, che mi ricarica e rinvigorisce. Si, coglierò l'acqua piovana e bagnerò i capelli, poi cercherò pietre pregne di quel bagliore pallido e romantico, a mo di semi le nasconderò nella terra, e ciò che deve essere sarà..
Eppure, la fiera è desta, concede grazia momentanea alle ultime briciole della razionalità latente, prima della vermiglia arcata della falce lunare - un sorriso sfregiato e candido che nasce intonso, matura fertile, muta saggio - quand'ecco che le catene si sottomettono alla polvere, e la danza innamorata del cuore tergiversa in ululato, onda d'urto sobillata dalla noia, istinto di conservazione legiferato dalla sopravvivenza, unica morale. La coscienza ancestrale si ribalta in rivoli e schizzi, corteggiando tele istintive con pennellate volenti, mentre l'onirico travasa nel morso permeante la psiche, e Selene ed Endimione s'amano nel sonno sognato, e Giano Bifronte torce il collo, onde compatirne misericordia..
Oh, Dèi dell'Olimpo ! Crogiolatevi nel muto sapore del trionfo: castigaste i Titani, non mio Fratello, l'uomo. Ci dedicate miserie e scontenti, invidiosi delle creature libere d'imperfetto, screziate di passione, intramontabili giacchè mortali. Trasudate una maledizione che gli stolti bramano, gli asceti denigrano, le bestie ignorano, placentate nel voluttuoso palmo materno e selvaggio della Natura. Ci fu un tempo in cui Utnapistim, l'uomo delle Stelle, scambiò la sua immortalità con la brezza caduca e preziosa di Gilgamesh, Re sumero di Ur - uk e amico di Nippur, mendicante lascivo ed errante per scelta. Il non morto visse il ciclo di distruzione e costruzione della storia, volle seminare speranze nei cuori delle umane genti, imparando finalmente dai loro errori che secolo dopo secolo, di era in era, il serpente sempre morderà la propria coda, nell'eterno ritorno di gioie e sofferenze. Odiato perchè non poteva permettersi l'amore, emarginato dall'irrazionale malvagità che il suo dono avvelenato suscitava nella nostra razza. E così fu, che un dì, quando questa bella e verde terra cedette all'ultima pugnalata della mia stirpe, ei salpò veleggiando verso e oltre lontane galassie, a caccia perigliosa e triste di una forma di vita dimorante ivi, affinchè gli imboccasse il dolce tatto del riposo senza risveglio. Cieco di solitudine, comprese l'antico gesto di Utnapistim, il quale lo desistette dall'illusoria promessa di vita eterna, radicata come mandragora nelle debolezze dello spirito. Ma ogni tappa ha i suoi percorsi. Dario, Alessandro, Cesare, Artù, Merlino, le anime di grandi leggende e miti del passato, lo confortarono profetizzandogli un destino misterioso e superiore che, inconsapevolmente, gli è compagno sin dal principio. E la Biblioteca di Babele, un labirinto di scaffali gremìti di pergamene d'esistenza, riporta:
".. lui si affida al Padre delle Stelle, abbracciando la meritata sorte, di Guardiano dell'Universo.. "
Oh, Dèi dell'Olimpo, questo lupo ringhia, riscattato nel segno di quanto predetto, mondato da colpe che non gli appartengono, ma che ha reso proprie, soffrendole per voi, voi, che tuttora non sapete, da chi foste inventati. E noi, stufi e stanchi del giogo, vi adoriamo e temiamo, schiavi di noi stessi, soffocati e annegati disillusi nel venefico vincolo del tedio..
E il respiro si cheta nella gabbia toracica, le mani s'ammantano dei lacci rievocati dal pensiero, gli occhi lacrimano la penuria della Luna, spenti e tramortiti. Il cerchio è socchiuso. La spirale no, e non resta che il silenzio paziente e scandito dal profumo eccitato di un'altra attesa, di un'altra Notte di caccia. La fiera dorme, su una riva crepuscolare recintata da un tramonto infinito, spietato, splendido e bruciato dal mio cuore, che di delizie s'inganna..
Jago
Quando cadono le Stelle . .13 / 3 / 09
Mare, l'una circa
La Notte.
Appartiene agli amanti,
dimensione fiorita all'appassire dell'astro lucente,
durevole quanto il complice patto che ne conserva il seme.
La Notte,
mi riscopro ramingo che vago,
su rive saporite e per i quartieri impigriti nei fiochi bagliori arancioni.
La Notte,
quando il silenzio mi ascolta,
la Notte,
lunga e lenta come l'imbrunire del lume nella cera,
la Notte,
fedele compagna,
la Notte,
eterna amica.
La luna piena si spalma nel riflesso mutevole e imprecisato del mare,
le onde la ingravidano di pallore e lontananza,
le stelle commosse piangono,
morendo in una scia muta e polverosa,
e ne proteggono l'amarsi discendendo come sabbia e scogli,
secche e arcipelaghi.
E jo parlo a me stesso e col nulla,
di qua nell'altrove,
beato e dimentico di dove il passo montanaro meni..
.. la Strada, Lei, bagnata dall'umidità crepuscolare,
incorniciata da crocicchi alberati,
serpeggiante quasi dimenasse lo scontento della solitudine.
Ma non in questa fredda Notte,
anche Tu godrai del calore della mia ombra confusa,
della mia sagoma che s'avventura per Te,
anche Tu sarai amata e calpestata,
come l'oceano dal vento lunare,
questa Notte appartiene anche a Te,
la mia amante per questa Notte.
Una Notte dolce,
calda e morbida..
Le anime delle mie chimere scomparse mi scorgono sveglio di purezza,
mi accompagnano lungo di Te e ne sento il tacere che m'ispira,
i ricordi che albeggiano sul passato,
gli istanti che rendono il presente la collezione di lapilli di Tempo cristallizzato in balia dei capricci d'una Donna nomata Sorte,
il sapore nel futuro che già accade.
E svanisco,
rinsavendo ritemprato,
memoria di un fuoco e della cenere che l'ha domato,
lui,
un Sagittario innocuo e vergine di frecce.
Questa Notte appartiene agli amanti,
il dì alla loro dormiente attesa..
Because the Night - Patti Smith
Piuma dorata . ." Le donai una piuma dorata, affinchè mi scrivesse quando ne avrebbe avuto voglia.
E Lei, freddamente, mi rispose:
<< Grazie. La aggiungerò alla mia collezione.. >> "
6 / 3 / 09
Torre di Cerrano, le due di Notte circa
Un altro giorno all'insegna dell'attesa, mascherata dal demone dell'inutilità e dell'apatia. Non riesco a riuscire, non so sapere, non penso il pensiero e vivo la vita, come spero la speranza, amo l'amore e consumo l'arte. Non c'è più pericolo nella labirintica muratura del mio giardino, rigoglioso di semplice paranoia e di siepi informi, verde di gelosia lontana e fresco nella ciclicità delle stagioni. Non so dare un nome a quel minotauro, carceriere subdolo e indesiderato, che ha sempre reciso e riallacciato il mio filo, incoronandosi mio incubo e incarnandosi in sodalizio di Parche. Non mi importa. E' inutile. Voglio che lo sia. Mi limito a prenderne atto, non più sorridendo indifferente tantomeno dispiacendomi con noncuranza, tuttavia le labbra e gli occhi miei si sposano sospesi nell'equilibrio, e jo scivolo sempre più dentro e fuori di me, ancorato a una miriade di respiri come un galeone fantasma a un fondale di sogni e realtà tangenti; annego. Rincorro quel sentimento che ho eletto bianco e nero, una eco lenta e paziente come la scia d'argento tessuta dal ragno, e jo lo inseguo scontrandomi e incontrando le agrodolci sagome arabescate d'arcobaleno che lo soffocano, senza mai attorniarlo nello spettro incolore del cosmo. E' un viaggio che adoro rallentare, questo brancolare innominabile nel buio della coscienza, nel sonno della ragione che partorisce angeli vestiti ora di seducente malizia, quasi mi dedicassero in falsetto promesse di sciolta serenità, ora di gigli casti e profumati d'ingenua innocenza, prima di voltarmi le spalle e indicarmi la via di fuga del mio mancante vaso di Pandora, la ferita sanguinante di imponderabile e di mistero del tempo, lo squarcio nella trama onirica del non essere:
quella sottile linfa di vento,
in cui si riversano,
con una naturalezza genuina e una spontaneità che non mi inorridiscono,
le labbra di due amanti quali l'alfa e l'omega,
la Donna e l'uomo,
il seno e l'altro volto della luna,
nel bacio innamorato e alchemico che schiude il timido varco,
l'adamantino sigillo delle derive opposte,
unico istante rubato a un rimorso ancestrale,
tradito nel mutamento dall'io al me..
Ho voglia di infinito. Incoffessatamente, di sancire la mia personalità obliqua col silenzio della domanda senza risposta, e della risposta senza domanda, a costo della desolazione ignorante del conforto, della consapevolezza che mai saprò cosa sia giusto e cosa sbagliato, e della complice accettazione che bisogna sprofondare le radici della lucida pazzia negli inferi ciechi e atarassici, affinchè il folle bisogno di caotico, rude smarrimento rinasca e maturi nel celestiale ritrovamento del sè, parimenti alla plumbea fenice dalle sopite ceneri. E le sabbie del tempo mi domano, maternamente mansuete..
Farewell - Apocalyptica
La Mar . .Da una pagina di un diario di un mare:
La Mar sussura, onda dopo onda:
.. e a volte capita, nell'esistenza, di
rendersi conto che una candela bruci,
consumando il tempo per poter
mormorare la nostra, unica poesia..
preferisci, vorresti bruciarla in un istante,
o consumarne il rintocco scandito dal
fuoco lentamente..?
per me poco importa, dal momento
che il lume, a discapito dei dubbi e
delle incertezze che inseguiamo con
foga ansiosa, non vorrà conoscere mai
il freddo del buio, mentre i nostri occhi
si aspetteranno di vederne scemare il
mistero..
.. e poi accade, l'ultima luce bagna
contorni invisibili se non che all'anima,
richiamata da se stessa ad amare ancora,
e ancora una volta, nell'alimentare
quel giaciglio infuocato col
sentimento, unica lingua che l'universo
sa conoscere: Amore..
ed ecco che la candela si spegne, e jo torno a sentire
il bisogno d'un'unica speranza, per accenderla
una seconda ( ? ) volta: Te..
Albachiara - Vasco Rossi
Respiri piano per non far rumore
ti addormenti di sera e ti risvegli col sole.. Sei chiara come un'alba.. Sei fresca come l'aria.. Diventi rossa se qualcuno ti guarda
e sei fantastica quando sei assorta.. Nei tuoi problemi.. Nei tuoi pensieri.. Ti vesti svogliatamente non metti mai niente che possa attirare attenzione un particolare solo per farti guardare.. Respiri piano per non far rumore ti addormenti di sera e ti risvegli col sole.. Sei chiara come un'alba.. Sei fresca come l'aria.. Diventi rossa se qualcuno ti guarda e sei fantastica quando sei assorta.. Nei tuoi problemi Nei tuoi pensieri.. Ti vesti svogliatamente non metti mai niente che possa attirare attenzione un particolare per farti guardare.. E con la faccia pulita cammini per strada
mangiando una mela coi libri di scuola ti piace studiare non te ne devi vergognare.. E quando guardi con quegli occhi grandi forse un po' troppo sinceri sinceri sinceri si vede quello che pensi quello che sogni.. E qualche volta fai pensieri strani con una mano una mano ti sfiori.. Tu sola dentro una stanza e tutto il mondo fuori..!! |
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