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    Sic transit gloria mundi !

     
     
     
    20 Ottobre 998

    Mio Signore quello che ho fatto non è degno del Vostro perdono e io non lo chiedo e non Vi chiedo nulla, se non l'Amore Paterno del quale siete portatore. Mediterò su quello che ho fatto, sul motivo e sui modi nel silenzio del Eremo. La mia lingua non parlerà se non quando sarà il momento e consacro la mia voce alla Vostra Volontà superiore...
     
     
     
     
    Pietro Teodori, detto il Boia
     

    Pietro Teodori nasce nella notte del decimo giorno di Settembre del 970 a Mentana, non lontano da Roma, in uno dei rami secondari della famiglia dei Crescenzi. Secondo ed ultimo figlio di Fulco Teodori ed Elmina di Spoleto, non ebbe mai l’opportunità di conoscere la madre: ella infatti morì poche ore dopo averlo dato alla luce, a causa delle complicanze di un parto estremamente lungo e difficile. Vedendolo come è oggi, molti dei suoi detrattori non esitano ad affermare che sua madre sia stata la sua prima vittima.

    Rimasto lontano dal padre, trasferitosi a Roma per insegnare al primogenito Lucio la sottile arte della politica, o come affermarono le malelingue per abbandonarsi al libertinaggio, Pietro passò i primi anni della vita circondato da pochi servitori e da un precettore svogliato e poco abile. Non appena si presentò una occasione per abbandonare quella vita triste e frustrante, il giovane Pietro fece di tutto per prenderla al volo. Tale occasione si verificò nelle festività della Pasqua del 979, quando i fratelli di sua madre giunsero da Spoleto per far visita ai Teodori e per conferire con Fulco. In quell’occasione Pietro conobbe suo zio Guido, uomo di grande carisma e abile soldato di ventura. 

    Pietro, che aveva passato gli anni dell’infanzia privo di una valida figura di riferimento, rimase impressionato dai modi dell’uomo e fece di tutto per poter ripartire assieme allo zio ed essere da lui avviato alla vita militare. Nonostante non avesse alcun riguardo per le opinioni del figlio, Fulco aveva già deciso di instradare il ragazzo alla vita militare e fu più che felice di delegare la sua educazione allo zio Guido, e di risparmiare il denaro con cui avrebbe dovuto pagare un istruttore esterno alla famiglia. Ironia della sorte, a prescindere da tutti i fatti accaduti, Pietro non dimenticò mai quell’unico atto di generosità concessogli dal padre.

    Negli anni successivi il giovane seguì lo zio nei suoi continui spostamenti, assistendolo prima come aiutante da campo, poi come apprendista e infine come compagno d’arme. Combattendo con lo zio Pietro apprese l’arte delle armi e, cosa assai più importante, imparò a conoscere i lati più oscuri dell’animo umano. La grande maggioranza degli scontri a cui Pietro prese presto parte furono poco più che scaramucce locali, ma mostrarono comunque al ragazzo le cose più orribili di cui può essere capace un uomo. Lentamente ma inesorabilmente, tutti quegli anni segnati da rischi e da incertezze trasformarono un ragazzo riflessivo e riservato in un uomo inarrestabile, che preferiva di gran lunga essere temuto che amato.

    Accadde però che a seguito di alcune ferite debilitanti Guido, che non era più giovanissimo, convinse Pietro ad accompagnarlo a Roma, affinché potesse abbandonare i campi di battaglia per sempre e proseguire la sua vita come precettore di giovani cadetti. Pietro manifestò il suo malcontento, ma capì che un periodo della sua vita stava giungendo al termine e accettò la richiesta del suo mentore. Giunto a Roma nel 995, Pietro decise di restare ancora una volta vicino allo zio; riuscì ad unirsi alla milizia cittadina e iniziò a fare carriera facendo leva sul suo essere cugino di Giovanni il Nomentano (Crescenzio II). Come tutti sanno, voci e dicerie hanno sempre impiegato poco tempo per diffondersi nella Città Eterna, e non passò molto prima che Lucio Teodori, fratello di Pietro, fosse informato della ricomparsa del fratello creduto oramai scomparso. Desideroso di riunire la famiglia per aumentarne la potenza, o forse solo di gettare la sua influenza sulla rapida ascesa del fratello, Lucio tentò più volte di convincere Pietro a cooperare, ma tutti i tentativi furono vani. Convinto che Pietro fosse intenzionato a prendere il suo posto come rappresentante dei Teodori, decise di rimuoverlo dalla scena e inviò un nutrito drappello d’arresto per condurlo in prigione. La reazione di Pietro fu tremenda e, non appena le guardie dei Crescenzi tentarono di prenderlo in custodia, la situazione degenerò in un bagno di sangue. Con l’aiuto di un piccolo gruppo di guardie cittadine a lui fedeli sbaragliò il drappello d’arresto, e dopo aver raggiunto la dimora romana dei Teodori massacrò tutti gli occupanti, lasciando Lucio per ultimo. Quella notte quell’uomo feroce prese il suo nuovo nome, quella notte Roma vide l’ascesa di Pietro il Boia.

    Poco tempo dopo suo cugino Giovanni, ora Crescenzio II, riuscì a rintracciarlo e in cambio del suo silenzio sui fatti di quella notte ottenne la sua collaborazione per il più ardito dei piani: far sollevare la popolazione per cacciare il Papa da Roma. Sorprendentemente, e forse anche grazie al contributo di Pietro il piano riuscì, ma scatenò una serie di eventi che cambiarono radicalmente la situazione politica. Essere cugino del Nomentano divenne improvvisamente qualcosa da nascondere, e motivo di fuga..

    Sebbene possa sembrare calmo e distaccato, Pietro Teodori è un uomo impetuoso e inarrestabile. Poche cose della vita hanno presa sul suo animo, ma se qualcosa desta il suo interesse o smuove i suoi sentimenti si può star sicuri che farà tutto ciò che è umanamente possibile per ottenerla. Pietro non è un uomo con cui è facile scendere a patti, e se davvero desidera qualcosa è molto più probabile che si adoperi per ottenerla direttamente piuttosto che impantanarsi in lente trattative. Per lui ogni confronto è una guerra: se vale la pena di combatterla la si deve vincere, altrimenti è inutile entrare in conflitto.

    Inoltre, contrariamente a quanto ci si aspetterebbe da un uomo del suo lignaggio, Pietro non è molto interessato a ricchezze, agi o influenza politica. Questo non vuol dire che non ne conosca o che non ne apprezzi i vantaggi. A questo punto si potrebbe incappare nello stesso errore che hanno fatto molti avversari di Pietro, ovvero quello di sottovalutarlo credendolo solo un barbaro assetato di sangue. Nulla potrebbe essere più lontano dalla verità: egli è infatti un uomo che conosce bene sia gli usi della società nobile sia i fini spesso poco nobili a cui tali usi sono indirizzati, e nonostante abbia imparato ad avere dei modi sbrigativi e di certo non brilli per tatto, Pietro è comunque in grado di presenziare in maniera appropriata a qualunque occasione formale. A onor del vero poi, egli non ha sviluppato indiscutibili abilità marziali, ottime doti di comando e un comportamento spietato perché ami il campo di battaglia o perché provi piacere nello stroncare vite; lo ha fatto perché ha compreso che solo con tali strumenti un uomo del suo tempo può mantenersi indipendente nelle idee e nelle azioni.

    Hanno probabilmente ragione però coloro che dicono che Pietro è un uomo senza pace, che potrebbe finire col rimanere intrappolato in quegli stessi strumenti da lui creati per affrontare la vita. Crescere sui campi di battaglia gli ha si insegnato che gli uomini sono capaci di tutto, ma anche che nutrire eccessivo attaccamento per le persone può facilmente essere causa di dolore e morte. Ha perso molti compagni d’arme, e col passare del tempo è giunto alla conclusione che l’unico modo per non perdere anche l’anima sia quello di non legarsi mai davvero a nessuno. Pietro è vincolato indissolubilmente alla guerra, e troppo spesso finisce per portarla dentro di sè anche nei momenti di tranquillità. E’ proprio in quei momenti che la sua reputazione mostra il lato peggiore, in quanto fa si che le persone, esclusi ovviamente i pochi fidati, cerchino di avere a che fare con lui il minimo indispensabile. Anche quando la sua reputazione non lo precede, spesso sono i suoi comportamenti e il suo modo di pensare a generare effetti simili. Stabilire cosa davvero desideri Pietro non è una cosa facile, ed è possibile che in cuor suo non lo sappia nemmeno lui..

     

     

     

    La famiglia Crescenzi è in pericolo: l'Imperatore Ottone III ha già ottenuto la testa dell'antipapa e ora cerca gli altri membri della famiglia. Gli ultimi mesi sono stati assai concitati, fatti di incontri e di accordi, in parte saltati in parte da concludere. Non sei d'accordo con la linea perseguita dal Nomentano: dopo la fuga di Crescenzio, il vecchio capo e guida storica della famiglia, il tuo parente persegue solo la vendetta e non c'è niente di più sbagliato. Politica ed emozioni sono incompatibili: occorre freddezza e Giovanni in questo momento ha la testa piena di sangue e la bile che lo rode da dentro. Vuole screditare la figura del protetto dell'Imperatore: si tratta dell'attuale vescovo di Ravenna, tale Gerberto d'Aurillac, futuro candidato al trono di Roma. Anche se è vero che chi controlla il Papa, controlla l'Europa, è altrettanto vero che bisogna sopravvivere per godere i frutti di un albero non ancora maturo: per questo hai contattato alcune persone vicine al Duca di Spoleto, braccio destro dell'Imperatore in Italia, per organizzare un primo incontro e gettare le basi di una possibile alleanza. Dalla tua hai la possibilità non solo di aizzare le famiglie patrizie romane ( che comunque attualmente non sono molto agitate, piuttosto impaurite per quello che è accaduto all'antipapa e per le ire dell'Imperatore ), ma anche quella di “ convincere ” molti vescovi romani ad appoggiare ufficialmente e non per paura la politica imperiale. Ovviamente questo tuo punto di vista non è assolutamente ben visto dal Nomentano, con il quale hai cercato un aperto dialogo: il sangue gli ha annebbiato la vista e fatto dimenticare la ragione e tu non puoi che fare quello che lui non è in grado di fare, assecondandolo per quanto possibile..

    La situazione dei Crescenzi è tragica e il tuo obiettivo è quella di cercare di tirarla su: tuo cugino vuole che qui tu recuperi un testo posseduto da un eremita del posto ( le informazioni sono arrivate al Nomentano da un suo contatto presso l'abbazia di San Clemente a Casauria e ignori come le abbia ottenute ); ritieni però che sia il caso di cercare nuovi alleati all'interno del panorama italiano e sei venuto qui in zona proprio per incontrare Uberto d'Etruria, della famiglia del Duca di Spoleto, per cercare possibili alleati nella lotta contro l'Impero. I Crescenzi non sanno nulla di tutto questo e non è il caso che lo sappiano !

     

     

     

     

    Dal diario del Boia al Nomentano:

     

    Ave, Caesar ! Morituri te salutant !

     

    Imbratto codesta cartapecora con inchiostro verboso e.. folle, man mano che i cinque giorni di marcia che mi separano dalla mèta sfumano e la fatica forzata e.. sobillata dalla pazzia mi dedica istanti d'agognata tregua. Il giorno è quello successivo al die previsto del mio approdo all'eremo sul lago, il Ducato di Spoleto a Occidente e lo Stato Pontificio a Oriente. Gaetano Marini ed Eriberto da Spoleto smontano l'accampamento, vogliosi d'obliare il loro ricordo degli imprevisti nel dimenticatoio e di voltare le spalle all'inferno testimoniato a spese della loro lucidità, spirituale e terrena. Mezzo giro di clessidra ci separa dalla partenza, giacchè non commetteremo l'errore d'attardarci: la notte è periglio di gran lunga più terrificante di quanto possiate indovinare nei Vostri giochi più perversi..

     

    Uberto d'Etruria è venuto a mancare al nostro incontro segreto. Non paventate, la mia fonte di informazioni è stata ben pagata, o forse minacciata ad uopo: Ermanno Migliorati ha fatto le veci della famiglia del Ducato di Spoleto, illuminandomi sulla sorte del suo drappello d'avanscoperta menato a rendere sicuri i sentieri in vista del suo arrivo qui. Sterminato, non fosse che per un unico superstite, probabilmente rinchiuso a vita in un monastero di clausura o alla mercè della clemenza degli uomini di chiesa: vaneggiava circa una bestia enorme e feroce. Eresie, pensai in cuor mio, strani sberleffi del caso velati dietro i timori reverenziali di dimenticati dei pagani. Il maligno, confesserebbe ritrito nella propria debole fede un timorato di dio, adesso. Cedetti alla mia ignoranza, dando a tutto ciò un peso dal sapore dell'indifferenza e dell'insofferenza, dentro di me. Ne sto pagando le conseguenze. Perchè Vi rendo nota la mia volontà d'imbastire alleanze comuni contro il Sacro Romano Impero, quando mi comandaste di scomodarmi verso insignificanti lidi onde recuperare quel tomo, senza scadere nella mia infuocata e fiammeggiante convizione della necessità d'intavolare fronti armati verso l'Impero Ottomano..? Poichè, finalmente, Voi e io possiamo non scontrarci bensì incontrarci..

     

    Siete in procinto di custodire un grave segreto, insieme a me, ai miei due fratelli d'arme e a Ermanno Migliorati: Animus Fati è il titolo del libro, i cui precetti vengono distribuiti in almeno tre volumi. Ve ne concedo conoscenza, sebbene indugi sulla Vostra ignarità al riguardo, a mani vuote: sono convinto di meritare il Vostro perdono, dato che l'ultima pagina di uno dei manuali è in possesso del frate che sono in procinto di scortare verso un'altra abbazia, lì ove, spero con le cattive più che con le buone maniere, il silenzio di un bibliotecario è destinato a essere interrotto da me, me, che ambisco a risalire alla lista dei nomi di quanti abbiano usufruito della consulenza dell'Animus Fati nel corso del tempo. Sappiate questo, per il momento: G.D.A. è la sigla che accompagna un marchio esoterico a piè di quell'unica pagina, le cui righe rimandano al bisogno di un cifrario che, ne sono tristemente certo, è intimamente vincolato ai vezzi di una mente distorta e orribile assai. Quella di Nicola della Fiamma, se così per davvero si chiama, un negromante a dire dei conigli impauriti che mi trascino dietro, poveri disgraziati troppo ottusi da non scorgere quanta dannazione preceda i passi che sto per compiere..

     

    L'altra faccia della medaglia del segreto, richiede il massimo sforzo della mente Vostra. Trattatemi pure quale insano egocentrico, osate osarlo, e sprofonderete nella più miserevole delle mancanze, costringendomi a evitarVi in questo giogo di potere:

     

    Il lago,

    di notte,

    vomitò fuori empi e satanici gorgoglii,

    mietendo vittime in ordalie a me ancora aliene e imponderabili.

    Reclamò la carne dei più deboli,

    fra cui quella del mio contatto all'eremo,

    quella di Francesco dei Marsi e di quanti altri sventurati siano stati consumati dalla brama di conoscenza,

    poichè tanto offre l'Animus Fati,

    nevvero..?

    E sconfinata,

    per giunta.

    Ponderate,

    per un attimo,

    oltre le nebbie della Vostra sete di vendetta nei confronti di chi riteniate V'abbia offeso e,

    sangue del mio sangue,

    riposate lo sguardo sulle oceaniche possibilità offerte dalle righe pagane.

    Se non ne periremo,

    le meriteremo.

    Che tutto il resto viva di sodomia !

    L'incontro segreto era una farsa,

    volevano vendermi al nemico,

    ebbene sto ancora saldo e su due piedi,

    testimone di anime dannate che ritrovano l'eterno riposo una volta violate,

    una volta dimorato il pensiero sulle rovinose pagine.

    Deboli,

    nient' altro più di ciò sono stati !

    Ma non io,

    non noi,

    per Roma !

     

    Sono stanco, ma è tempo di mettersi in viaggio. Attendete mie nuove che, me ne scampi, non tarderanno tantomeno mancheranno. A testimoniare la veridicità della mia persona, allego quel disegno di cui mi voleste detentore.

     

     

    IL BOIA

     

    Quo vadis, baby ?

     
     
     
     
     
    I due opposti che, inevitabilmente, s'incontrano al centro..
     
     
     
     
    Gemelli

    Le opposizioni dal Sagittario vi porteranno insofferenza,
    e qualche voglia di fuga.
    Non sottraetevi al confronto,
    invadendo l’altro con un fiume di parole,
    ma cercate di comprenderne le motivazioni.
     
     
     
     
    Sagittario

    A metà settimana si profila un momento in cui ci potrà essere un incontro dal passato,
    un’emozione.
    Cercate di allinearvi su ciò che veramente sentite,
    veramente volete,
    ed esprimetelo senza paura di sembrare “deboli”.
     
     
     

    Chimera

     
     
     
     
     
    Birra di color ambrato,
    prodotta con puro malto d'orzo.
    Al naso esprime profumi soavemente mielosi e fruttati,
    mentre in bocca sprigiona calore e seduzione,
    terminando con una secchezza appagante.
     
    Lei è il nostro sogno irraggiungibile,
    la compagnia che abbiamo sempre cercato e che forse non troveremo mai.
    Una birra dedicata a tutti quelli che hanno ancora voglia di sognare e he non smetteranno mai di cercare la felicità che meritano.
     
    Illuso per una notte, felice per tutta la vita..
     
     
     
     
     

    Sagittario

     
     
     

    Secondo l'astrologia occidentale, il Sagittario è un segno zodiacale mutevole e di fuoco. È governato da Giove. È opposto al segno dei Gemelli. È il segno nel quale Mercurio si trova in esilio.

    Il metallo del segno è lo stagno, le pietre associate sono il turchese, il lapislazzuli, il topazio e lo zaffiro, le specie vegetali sono la rosa rossa e il garofano.

    Le persone con posizioni di rilievo in questo segno zodiacale sono considerate aperte, ottimiste, accoglienti e dotate di uno spiccato sentimento comunitario. Hanno una mentalità aperta e, nei casi migliori, uno spirito umanitario che può portarle all'impegno sociale e politico o all'attività religiosa. Amanti della libertà, competono per il titolo di più chiacchieroni con i loro simili dei Gemelli, anche se non sono altrettanto frivoli. Vivono con entusiasmo e una certa dose di ingenuità, senza troppo radicarsi nelle loro esperienze, ma proiettati generosamente verso l'esterno (spesso e volentieri viaggiando).

    Nell'anatomia umana il segno del sagittario governa i fianchi, le cosce e la zona sacrale. I sagittari tendono ad avere una testa grossa e ben formata, una fronte larga e alta e spesso capelli rossi; possono anche esser alti e atletici o viceversa più bassi della media.

    Geograficamente è legato a Spagna, Arabia, Ungheria, Messico ed Australia.

    Il Sole si trova nel segno del Sagittario circa nel periodo che va dal 22 novembre al 23 dicembre. Il periodo esatto varia di anno in anno e per stabilire la sua posizione nei giorni estremi è necessario consultare le effemeridi.

    I Chakra corrispondenti al segno del Sagittario sono il  3°, Manipura o "Plesso Solare", ed il 4°, Anahata o "Plesso Cardiaco".

    Il pianeta che governa il segno del Sagittario è Giove, pianeta archetipico dell’espansione, delle aspirazioni religiose e della sapienza.

    Per attrarre a sé le giuste energie, il segno del Sagittario dovrebbe portare con sé un amuleto di argento e stagno.

    I colori vibrazionali affini a questo segno sono il rosso porpora e l’azzurro, mentre la gemma che può accompagnare i nati sotto il segno del Sagittario è lo zaffiro.

    Il Sagittario governa il sistema muscolare dell’apparato motore ed il sistema epatico.

    Il numero fortunato è il 4.

    L’essenza astrale che aiuta il Sagittario ad entrare in contatto con le proprie energie sottili è la violetta per la I decade, la fresia per la II decade ed il calicante per la III.

    I fiori di Bach da usare per equilibarare il segno del Sagittario sono: Agrimony,  Impatiens,  Vervain, Wild Oat ed Elm.

    Il sale organico di cui l’organismo dei nati sotto il segno del Sagittario ha maggiore necessità è il Silicio.

    Le località propizie con le quali il segno del Sagittario è maggiormente in sintonia sono gli spazi aperti, soleggiati e ventosi.

    Lo studio dei significati simbolici ha rivelato corrispondenze fra il segno del Sagittario ed i tre arcani maggiori dei tarocchi: IV Papa, VII Il Carro, XIV La Temperanza .

    E’ interessante per i nati sotto questo segno meditare sul significato di queste tre lame.

    Segno di Fuoco, mobile, maschile, estroverso, governato da Giove.
    Arco, e freccia che punta verso l’alto, il glifo dell’Arciere Centauro, riconoscibile in otto stelle.
    Centauro alato, uomo con la coda di scorpione o dio guerriero nell’iconografia dei reperti archeologici Babilonesi, diventa presso i Latini Sagittarius, portatore di freccia.
    Già si annuncia più bonario del vicino Scorpione anche nel mito.
    La sua forma, mezzo animale e mezzo umano, disperazione della madre Filira la bella, alla nascita, è una semplice conseguenza genetica: il padre, Krono, si è, infatti, tramutato in cavallo per sfuggire alla sorveglianza di sua moglie Era e godere appunto delle grazie di Filira.
    Ma, nonostante la difficoltà di siffatta identità, il Centauro è saggio e pieno di amore. Conosce la medicina, i poteri delle erbe, l’astronomia e i poteri dell’energia curativa. Un guaritore che ama trasmettere la sua sapienza, e, infatti, la sua grotta è la scuola di medicina e di sapienza più famosa dell’Ellade.
    Il Centauro non è altri che Chirone il saggio, destinato tuttavia a un triste destino, a soffrire per sempre per una ferita prodottagli da una freccia avvelenata lanciata da Eracle.
    Chiede la morte, ripetutamente, Chirone, e Giove gliela concede, ponendo il Sagittarius nel cielo.
    Ma non tutti i Centauri sono così. Nel mito c’è anche l’altra faccia del Centauro, razza violenta, attaccabrighe, dedita alla crapula e alla violenza sessuale. Di questa razza è l’altro Centauro famoso, Issione, condannato a girare per sempre legato ad una ruota infuocata per aver violato Era.
    Dualità segnata chiaramente dal glifo, metà uomo e metà animale.
    E se prevale l’una o l’altra parte, dipende dal livello evolutivo del Sagittario.
    E comunque non sempre la separazione è chiara, perché non è facile conciliare o separare le due nature.

    Nono Segno, cosignificante della nona casa, casa della religione, della filosofia, degli studi avanzati, il Sagittario deve, infatti, conciliare tutto questo con la spinta edonistica, espansiva e, qualche volta fanfarona, datagli da Giove.
    E’ meglio rispondere all’invito di una cena succulenta, o a quello a una conferenza sugli “ Universi Paralleli ” ? Vi assicuro che per il Sagittario la risposta è un dilemma terribile..

    E parla molto, a meno che, nel tema natale, il suo Mercurio non sia in qualche modo represso, il Sagittario, comunque sull’asse curioso e intellettuale che lo lega ai Gemelli.
    Parla e racconta, e l’iperbole è garantita.
    Iperbole che non è tuttavia frutto di propensione alla menzogna, ma perché lui, le cose, le sente così, in grande e colorite dall’immaginazione e dal desiderio di ottimismo.
    Certo, se chi ascolta è una Vergine o un Capricorno, anche l’espressione ironica è garantita..

    E ancora, nell’ambito della dualità, desiderio di cambiare modo di vivere e desiderio di libertà contrapposti a desiderio di legalità, desiderio di raggiungere alti ideali, speculativi, filosofici o religiosi, contrapposti all'irrequietezza, all'impulsività e alla dispersività, desiderio del lontano, sia fisico che mentale e insieme bisogno di sicurezza affettiva..
    Chi vincerà questo tiro alla fune?

    Da un punto di vista costituzionale, nella maggioranza dei casi, il Sagittario è generalmente piacevole, di statura alta e di movimenti eleganti; i colori del viso sono freschi e spesso vivaci; il naso è grande, leggermente arcuato o spesso aquilino.
    Il Sagittario è essenzialmente un idealista, un idealista che punta la freccia verso l’alto, ma che ha le zampe piantate in terra.
    “ Io organizzo ” è il suo slogan, e organizza allegramente.
    Un idealista dai grandi progetti, in cui coinvolgere gli altri, gli amici di cui non sa fare a meno, e di cui essere, alla bisogna, magari il leader e il protettore..
    Progetti che possono rivelarsi un insuccesso, per eccesso di ottimismo, di ingenuità o di fiducia, ma dal cui fallimento il Sagittario si riprenderà, determinato a intraprendere un nuovo, ardito progetto, e spesso premiato da Giove.
    Aiutati che Dio ti aiuta, non è vero..
    Amico gioviale, entusiasta e sincero, qualche volta troppo..
    .. e come compagno di relazione amorosa ?

    E qui leggete attentamente perché come avete visto per gli altri Segni, non ci si può attenere solo alle compatibilità di elemento, quindi in questo caso, Aria e Fuoco.
    Ricordate che per il vostro Sagittario la noia è il principio distruttore di ogni relazione. Non è la ricompensa o la meta stessa a cui tende il suo dardo che lo / la interessa, ma l’euforia del processo per giungere alla meta, è il viaggio, lungo il quale si aprono nuove visuali, occasioni da cogliere con il suo fiuto che altri chiamano fortuna.
    Non chiudete il vostro Sagittario negli steccati della gelosia, della routine, e soprattutto non fatevi tentare da dargli ultimatum: potete stare sicuri che diventerà furioso e agirà nel modo esattamente opposto a quanto volevate ottenere.
    Aspettatevi anche, nel corteggiamento, una certa trasformabilità alla Zelig.. non dimenticate mai Giove, e le sue metamorfosi..
    Né private mai un Sagittario della speranza di trovare un tesoro nascosto.
    E se litigate con lui, ricordate che Giove è il dio dei lampi e dei fulmini, che tuttavia svaniscono con l’allontanarsi della tempesta.
    Il Sagittario, a differenza del suo vicino Scorpione, che non dimentica mai i torti, non porta rancore, risponde in modo diretto e aperto.
    Non aspettatevi però nemmeno, da parte sua, sensibilità verso i vostri sentimenti più nascosti e sottili, magari più dolenti.
    A questo punto sembrerebbe dunque che proprio Aria e Fuoco, con la loro vitalità o levità non del tutto impegnata, siano i compagni elettivi. E invece no, o non completamente.
    Il Sagittario, come dice Liz Green, ha un cuore d’oro, ma che si ammacca facilmente. E inoltre, ricordate, Giove torna sempre da Giunone, alle cui gelosie sfugge con mille travestimenti. Giunone che gli offre solidità e il gusto dell’infrazione..
    Quindi nei Segni di Terra e d’Acqua, i Sagittari possono trovare solidità, sicurezza del ritorno, accoglimento per il proprio bambino interiore, spesso impaurito, riposo e quello spazio di cui ha bisogno il suo protagonismo entusiasta.

    I Sagittari sono soggetti in modo particolare a disturbi epatici, a debolezze delle vie respiratorie, a lesioni degli arti.

    Viola per il Sagittario, colore dei Chakra superiori, dell’Illuminazione Spirituale.
    E non ci meravigliamo, poiché sappiamo il collegamento del segno con Giove, la mente superiore legata all’ideale, e sappiamo come il Sagittario ami guardare dall’alto, con la visione dell’Aquila.
    Tuttavia il Fuoco è legato all’ego, il Sagittario ha le sue quattro zampe ben piantate a terra, e vuol essere visto, vuol essere protagonista.
    Il viola è formato dal rosso della Terra, dell’istinto, e dal blu del Cielo.
    L’Ametista è chiamata la pietra dell’umiltà, ci suggerisce di rinunciare all’orgoglio in cambio di saggezza e serenità più alte.
    L’Ametista placa la rabbia, e non dimentichiamo il rosso, nel colore viola..
    L’ametista calma la mente, e protegge dagli influssi negativi.
    Con te sono al sicuro, calmo e non ho niente da dimostrare, potete dire alla pietra, che diventerà l’amuleto per un sereno viaggio dello spirito.

    My Possible Past

     
    Per reincarnazione o trasmigrazione delle anime si intende la rinascita in un altro corpo dell'anima o spirito di un individuo, dopo la sua morte fisica. Essa è uno dei concetti fondamentali dell'Induismo, del Buddhismo, del Paganesimo e di alcune religioni africane, così come di altre filosofie, movimenti religiosi e dell'astrologia Karmica, in cui si sostiene che l'universo mantiene uno stato di equilibrio e la reincarnazione ne è parte significativa, avvenendo nel collegare i nodi lunari " Nord " e " Sud ".
     
    Cercando di integrare le varie credenze religiose, scuole filosofiche ed astrologiche, alcuni studiosi hanno realizzato il seguente algoritmo in grado di elaborare il profilo avuto nella precedente esistenza, partendo dalla data di nascita di un individuo avvenuta negli ultimi 80 anni: http://www.paginainizio.com/service/zodiaco/vitaprecedente.html
     
     
     
     
  • Recentemente sono stati condotti degli studi sui bambini che dicono di ricordare vite precedenti, da parte dal direttore della clinica di psichiatria infantile della Virginia University, Jim B.Tucker, psichiatra. Nel suo saggio : "Life before Life" descrive 40 anni di ricerche, condotte su bambini che affermano di ricordare vite vissute nel recente passato. I bambini analizzati provengono da ogni angolo del pianeta e da ogni tipo di famiglie. L'età di questi bambini varia dai 2 ai 6 anni, dopo tale periodo i ricordi vengono quasi sempre dimenticati. I ricercatori una volta raccolte le testimonianze, sono andati personalmente nei posti indicati dai bambini, riscontrando che avevano detto la verità.

  • I bambini non si riferiscono alla vita precedente ma parlano con chiarezza di ciò che è avvenuto in passato. Un bambino turco, per esempio, diede molti dettagli alla sua famiglia sulla città di Istanbul, che si trovava molto lontano dal luogo dove abitava, aggiungendo particolari di parenti avuti in passato con nomi armeni assieme ai relativi indirizzi di casa. Ricordava anche i nomi della moglie e dei figli.

  • Ci sono momenti in cui memoria ed emozioni sembra sopravvivano, questo porta ad ipotizzare che la coscienza non è un prodotto del cervello, ma piuttosto un'entità distinta, capace di sopravvivere anche dopo la morte del corpo. L'autore della ricerca, anche se preferisce non usare il termine " reincarnazione ", sostiene che tale possibilità non possa essere esclusa del tutto.

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    Probabilmente eri donna.
    Sei nato nelle vicinanze dell'attuale Svezia, circa nel 1250.
    La tua professione era chimico, alchimista, preparatore di veleni.


    Il tuo profilo psicologico nella vita passata identifica:
    Ti piaceva sempre viaggiare, investigare, potevi essere un detective o una spia.


    Quello che ti ha insegnato la tua vita passata per il presente:
    Dovresti essere più egoista e aver l'abilità di ispirare fiducia al cuore della gente. L'ambizione non è tutto. La vera salute si nasconde nell'anima.

     

     

    Il Risveglio di Endymion

     
     
    " Questo libro è dedicato a Jack Vance,
    il nostro più abile creatori di universi.
    E' anche dedicato alla memoria
    del dottor Carl Sagan, scienziato, scrittore
    e maestro, che ha formulato con grande chiarezza
    i più nobili sogni dell'uomo. "
     
     
    Non siamo materia che aspetta, ma schemi che si perpetuano.
     
    Norbert Wiener, Cybernetics, or Control and Communication
    in the Animal and the machine
     
     
    La natura universale ora modella dalla sostanza universale, come
    da cera, la forma di un cavallo; e quando l'ha disciolta, usa il materiale
    per un albero, poi per un uomo, poi per altro; e ciascuna di
    queste cose esiste per un tempo brevissimo. Ma non è sofferenza
    per il mezzo, l'essere disciolto, come non c'era sofferenza
    nel suo essere messo insieme.
     
    Marco Aurelio, Meditazioni
     
     
    Se ciò che ho detto non dovesse essere abbastanza chiaro, come temo,
    vorrò solo te nel luogo dove ho iniziato questa serie di pensieri.
    Ho iniziato vedendo come l'uomo sia formato dalle circostanze.
    E cosa sono le circostanze se non pietre di paragone del suo cuore ?
    E cosa sono le pietre di paragone se non verifiche del suo cuore ? E
    cosa sono le verifiche del suo cuore se non fortificatori o alteratori
    della sua natura ? E cos'è la sua natura alterata, se non l'anima ? E
    cos'era la sua anima prima di venire al mondo e avere quelle prove
    e alterazioni e perfezionamenti ? Un'intelligenza senza Identità.
    E come sorge l'Identità ? Per tramite del Cuore ? E come può il
    cuore diventare Mezzo, se non in un mondo di Circostanze ? Qui
    ora penso che non Poesia e Teologia tu puoi ringraziare le tue
    Stelle che la mia penna non è molto verbosa...
     
    John Keats, da una lettera al fratello
     
     
     
     
    Autore
     
    Dan Simmons ( 1948 ) è stato insegnante elementare fino al 1987. Approdato alla letteratura, si è rivelato uno dei pochi scrittori in grado di spaziare con successo in vari generi, dalla fantascienza all'horror, dal fantasy al romanzo moderno, vincendo importanti premi in tutti i campi. Oltre alla tetralogia degli Hyperion Cantos, ricordiamo Il canto di Kali ( 1985 ), Danza macabra ( 1989 ), L'estate della paura ( 1991 ), Gli uomini vuoti ( 1995 ), I figli della paura ( 1995 ), Il grande amante e Vulcano ( 1998 ). Simmons vive nel Colorado, lungo il Front Range delle Montagne Rocciose.
     
    Trama
     
    Linquisizione è tornata. Nell'anno del Signore 3131, la Chiesa, che ha conquistato l'immortalità per i suoi fedeli, ha il dominio assoluto dell'universo. Eppure ha ragione di temere due nemici: gli Ouster, indomiti mutanti di origine umana, e una fanciulla, Aenea, che si dice sia il nuovo messia. Contro gli uni ingaggia una crociata genocidio, contro l'altra scatena una caccia all'uomo nello spazio per carpirle il segreto del suo potere.
    Il narratore è Endymion: nella sua cella della morte, rievoca la storia della ribellione dei giusti, una storia che, fra guerre stellari, profezie, esseri straordinari umani e non umani e mondi meravigliosi, s'intesse di mille misteri. Nel suo racconto ritornano i personaggi delle precedenti avventure: lo Shrike, il demone che si muove nel tempo; il Tecno - Nucleo, con le trame delle sue intelligenze artificiali; Rachel Weintraub, la fanciulla affetta dal morbo di Merlino, che invecchia al contrario; il poeta satiro Martin Sileno; il gesuita padre capitano de Soya, santo e guerriero; i templari con le loro navi - albero e gli Alberi Mondo; gli alieni empatici Seneschai e gli Akerataeli, i mostruosi cloni di Radamanth Nemes, gli androidi e cìbridi. Tutti ruotano intorno a Aenea, portatrice di salvezza o pestilenza.
    Il dilemma in cui ci troviamo coinvolti è la scelta fra un'immortalità fisica che è un nuovo genere di morte e la vera morte che rinnova e diversifica la vita, fra la sopravvivenza dell'individuo e quella della specie.
    Dan Simmons conclude una delle più celebrate, irresistibili e sensazionali saghe fantascientifiche del nostro tempo: l'odissea che inizia con Hyperion e continua con La caduta di Hyperion e con Endymion, ora raggiunge l'apice con Il risveglio di Endymion., mescolando magicamente la fuga di una fantasia trascinante con le irrinunciabili aspirazioni , quelle si, immortali.
     
      
     
     
     
     
    Temi
     

    " Il primo passo è capire il linguaggio dei morti; Il secondo passo è capire il linguaggio dei vivi; Il terzo passo è udire la musica delle sfere; Il Quarto passo è muovere il primo passo ", così Aenea spiega ad Endymion la chiave di accesso al Vuoto che Lega, all'essenza ultima delle cose, alla materia di cui è intessuto lo spazio-tempo e allo stesso modo i sentimenti e gli spiriti di tutti gli esseri che lo popolano.

    Anche in questo caso, forse ancor di più che nei precedenti capitoli, si potrebbero trovare tantissimi temi e spunti di riflessione di livello molto elevato a fare, in apparenza, da corollari alla storia, costituendone in realtà le colonne portanti. Il confronto fra una fede "opportunista" sintetizzata dalla scommessa di Pascal contro un approccio di ben altra portata, mistico ed olistico insieme alla Teilhard de Chardin.

    L'idea dell'esistenza di una fisica dello spirito come in Jean-Émile Charon, di un'immortalità delle idee possibile proprio e solo per la mortalità degli esseri viventi che con queste hanno cercato di andare oltre i loro limiti.

    L'empatia come valore supremo, al di là di tutte le possibili differenze, come unico strumento dell'uomo per la reductio ad unum, per la comunione con il creato e come chiave per l'universo nel suo complesso per assurgere al rango di Dio, come è tipico nel pensiero Zen e mistico in generale.

     

    Riflesso

    " Sulle spiagge di tenebra c'è luce
    e precipizi mostran verde intatto;
    sboccia un domani nella mezzanotte;
    c'è tripla vista in cecità assoluta.. "
     
    Aenea mi baciò a lungo. Molto più a lungo. Veramente a lungo. Agitammo il braccio in un ultimo addio. Toccai i fili di volo. Il tappeto vecchio di secoli si alzò a cinquanta metri, volò sopra la vagabonda fetta di città e la torre di pietra, girò intorno alla nave spaziale del console, nera come ebano, e ci portò lontano, a ponente. Già fiduciosi nella stella Polare come guida, discutendo a bassa voce di un possibile posto per accamparci su terreno rialzato alcuni chilometri più a ovest, sorvolammo la tomba del vecchio poeta dove il silenzioso Shrike stava di sentinella, passamo sopra il fiume dove le increspature e i mulinelli luccicavano agli ultimi raggi del tramonto e prendemmo quota, guardando in basso i prati rigogliosi e le meravigliose foreste del nostro nuovo terreno di gioco, il nostro antico mondo, il nostro mondo primo e futuro e più bello di tutti.
     

    Tigre

     
     
     
     
    虎 Hu ■ Stagione e mese: inverno marzo ■ Segno occidentale simile: acquario ■ Elemento fisso: legno ■ Segni compatibili in amore: Cavallo, Cane, Maiale ■ Istinto e coraggio accompagnano l’avventurosa vita del segno della Tigre, dotato di una grande vitalità fisica e mentale. Vive di slanci ed entusiasmi, ha sempre bisogno di cimentarsi con nuove sfide e nuovi sogni da inseguire e perseguire. Capaci di catalizzare l’attenzione e coinvolgere le persone, il segno della Tigre è per natura ribelle e passionale. Soffre nella monotonia del quotidiano e si muove sempre alla ricerca di nuovi stimoli, senza dimenticare gli altri, di cui si prende cura con grande generosità. Arguto e spiritoso, si lancia nelle diverse imprese senza salvaguardare i propri interessi, tanto che sarebbe meglio che imparasse a controllare l’imprudenza e la naturale veemenza, che possono sfociare nella superbia e desiderio di potenza. In amore si lancia alla conquista senza remore, forte di una personalità magnetica, che ha bisogno di persone che sappiano apprezzare la vitalità del segno della Tigre. Nel lavoro l’ottimismo e l’energia vitale sostengono le scelte del segno della Tigre, che sopperisce alla mancanza di pazienza con la creatività e l'intuito.