Jacopo Manuèl M...'s profile Re e MendicantiPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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Perchè Gilgamesh ? << Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove andiamo ? >>. Queste domande, poste in tono volutamente serioso dal professor Pazzaglia, erano uno dei tanti fortunati tormentoni di Quelli della notte, una trasmissione televisiva che ha fatto epoca. Una trovata umoristica tanto più efficace - aldilà della simpatia del professore - quanto più legata a un'effetiva, indiscutibile realtà. Perchè è innegabile che queste domande fanno parte quasi del patrimonio genetico dell'uomo e lo rendono diverso dai suoi colleghi animali.
Bene, per tutti coloro che si pongono quelle famose domande, il nome di Gilgamesh ha un significato particolare. Anzitutto, perchè questo mitico eroe era il sovrano di Uruk. Viveva cioè in quella regione che gli studiosi moderni chiamano, dalla sua forma geografica, la mezzaluna fertile. Quella regione dove per la prima volta nella sua storia l'uomo è riuscito a coltivare delle piante e ad allevare degli animali, facendo così nascere la nostra civiltà. E poi perchè a lui è ispirato quello che è forse il testo letterario più antico della storia umana. Un poema, L'epopea di Gilgamesh, inciso in caratteri cuneiformi su tavolette d'argilla, che sono state ritrovate intorno alla metà del secolo scorso tra moltissime altre, contenenti soltanto documenti amministrativi su elenchi e inventari delle quantità di olio e di cereali immagazzinate, vendute, scambiate.
Un poema nel quale si parla - addirittura prima che lo faccia la Bibbia - del diluvio universale. E dove Gilgamesh, colpito dalla morte dell'amico Enkidu, non esita a intraprendere un vieggio nell'aldilà ( un aldilà che per lui era a occidente, dove anche il sole va a morire ogni giorno ). Un poema che racconta come Utnapistim ( saggio re e sacerdote di Suruppak, il cui nome significa colui che vide la vita ) gli rivela il segreto della pianta dell'immortalità. Un poema del quale è ancora in corso ( e proseguirà per decenni ) la decifrazione da parte dei massimi studiosi mondiali.
Un poema dal quale Robin Wood ha tratto ispirazione con la sua indiscussa abilità di narratore per ricavare una storia che va oltre.
Nel fumetto di Wood, Utnapistim ( che non a caso era detto anche il lontano e che secondo i sumeri dimorava a Dilmum, il luogo dove sorge il sole ) diventa l'abitante di un remoto pianeta che ha raggiunto l'immortalità grazie alla tecnologia. E da quì inizia una saga che accompagna l'intera storia dell'uomo, raccontandoci le sue miserie e le sue grandezze, le sue conquiste e i suoi fallimenti.
Fumetto, quindi, di notevole spessore narrativo e di grande valenza emotiva. Basti leggere l'episodio del Calvario, non a caso citato perfino nella tesi di laurea in Teologia di un giovane sacerdote ora in missione nelle Filippine. Fumetto che - pur privilegiando, com'è giusto, l'avventura - offre anche motivi di riflessione molto profondi.
Fumetto, infine, che ricava ulteriore fascino dai disegni particolarmente ispirati di un grandissimo Lucho Olivera. Disegni che sono di volta in volta iperrealistici o visionari, intensi come sculture o leggeri come giochi di luce. E che hanno la rara capacità di raccontare al pari delle parole.
Ecco, quindi, il senso dell'iniziativa " Eura ", che parte da questo primo libro. Offrire a tutti gli appassionati, in dodici volumi mensili, un'opera che merita un posto di tutto rispetto nella loro biblioteca.
Immortale - Capitolo IV .. un grande silenzio regna su uruk. un silenzio malsano, inquetante, vischioso, come un grasso che aderisce alla pelle. come una cancrena. un pezzo della muraglia è crollato e nessuno ha fatto un solo gesto verso quel foro polveroso nella pelle della città. solo sguardi apatici lo sfiorano.
perchè non mandano a ripararla ? sono ciechi ? o aspettano che io rimetta in funzione la frusta ?
nippur di lagash ha continuato a mangiare il suo frutto con una calma assoluta
la frusta non servirebbe, gilgamesh. la tua città muore e tu non puoi resuscitarla.
di che parli ? uruk è più ricca che mai. abbiamo quì scienziati da tutto il mondo per insegnare nei nostri templi. cosa potrebbe distruggerci ?
io rispetto nippur, questo vagabondo segnato dal sole e dalle guerre, sprezzatore dei troni e della gloria, amico della vita e schernitore della morte.
tu l'hai distrutta, gilgamesh.
ti burli di me ? io l'ho fatta grande
ah, si. hai portato oro e scienza a uruk, hai reso la vita una benedizione per tutti.. ma tu sei immortale. tu vedi passare le generazioni senza temere. puoi dedicare secoli a un progetto.. che t'importa del tempo ? le generazioni si susseguono, ma tu non hai fretta.. la tua gente comincia a morire alla nascita. la vita comincia sotto la tua ombra e non se ne stacca più, scopre che tutto è inutile, che l'unica realtà è la morte che l'aspetta. lo scopre perchè paragona la sua vita alla tua. tutti consci dell'inutilità di vivere. a che servono sforzi e ambizioni ? solo gilgamesh sopravvive a tutto.
e tu, nippur ? io non ti disturbo ?
no. io amo la vita come il vino e le donne. la scarsità migliora il gusto. non mi interessa l'immortalità.
posso fare molto per l'umanità.
no. l'umanità vive in cicli perfetti. impariamo le stesse cose e commettiamo gli stessi errori. e questo è il gusto di vivere.. e il dividerlo unisce gli uomini.
mi sorride con la sua aria caldamente ironica.
ma tu non sei uno di loro. non lo sarai mai più.
sotto di me, la città è quieta e muta. a un tratto mi sento stanco, deluso.
io volevo aiutarli.. donare loro cose che rendessero più facile la loro vita..
smettila di pensare. và a prendere il tuo arco e andiamo a caccia.
non discuto. mi sorprende sempre la saggezza senza età di nippur, l'uomo di lagash.
va bene. andiamo.
ha ragione. mi odiano. occhi opachi mi seguono nei corridoi del palazzo e nei vicoli della città. non ci sono saluti. solo un silenzio stanco, ostile. ricordo le generazioni che ho visto passare. ricordo gli avi di questi uomini. generazione dopo generazione, ho regnato su tutti.
e se nippur avesse ragione ? se davvero li stessi distruggendo, invece di aiutarli ?
smetti di pensare, gilgamesh. vivi un pò. guarda il sole.
scendiamo lungo il fiume. e a poco a poco l'allegria di nippur mi contagia.
se vorremo mangiare, cacceremo. e berremo l'acqua del fiume.
guarda.. che è quel fumo ?
la fossa dell'inferno. l'entrata al mondo dei morti. laggiù vivono gli immondi, i maledetti.
ne avevo sentito parlare, ma credevo si trattasse solo dell'immaginazione di qualche povero vecchio.
mi piacerebbe vedere com'è.
perchè no ? non voglio che i miei amici restino con una curiosità.. ma stiamo attenti.
vapori sulfurei escono da un terreno calcinato. laghi di lava ribollono. si. potrebbe essere l'ingresso dell'inferno.
fermi ! chi siete ?
sono gilgamesh, signore di uruk.
sono nippur, signore dei miei sandali.
l'uomo si è esibito in una grottesca riverenza e in una sgangherata risata.
avanti nobili signori. benvenuti nel regno emmerkar il grande, il pietoso, il giusto..
ombre da incubo sorgono dalla nebbia rossastra. saltano, ballano, emettono grida gutturali.
dev'essere davvero l'entrata dell'inferno. e questi devono essere stati rifiutati anche dai demoni.
ma io non li ho rifiutati, amico. sono sovrano di un regno che non deve obbedienza a nessuno. ho una legge, la mia.. una religione, la morte.. e mi chiamano emmerkar, il maledetto.. ma venite.. siete miei ospiti.
si sta burlando di noi. per un attimo penso di strozzarlo subito. ma nippur interviene.
facci strada, re dell'inferno. ma attento a non cadere in un cratere prima di aver compiuto il tuo dovere di anfitrione.
lo compirò, spiritoso.. lo compirò.
credo che emmerkar voglia offrirci più di quanto gli potremmo chiedere.
stiamo in guardia.
un mondo che si direbbe possa esistere solo in un incubo. in basso, il borbottio dell'inferno. intorno, le sue creature.
hmm.. si è riunita tutta la sua corte..
bevete, guerrieri.. è il vino di certi viandanti che sono passati di quì.
passati ? e dove sono ora ?
là. e ci andrete anche voi quando avrete finito il vino.
non c'è tempo di rispondergli. c'è un coro di grida.
guarda, emmerkar.. guarda cosa portiamo !
hmm.. un bel regalo davvero. chi sei ?
non mi toccare, bestia ! non mi toccare, o tu e i tuoi sarete cancellati dalla faccia della terra !
ah.. e come succederà ?
sono promessa a gilgamesh, signore di uruk, che, quando saprà, verrà coi suoi guerrieri e non lascerà vivo nessuno di voi.
il coro delle risate si è fatto delirante.
la fidanzata del grande gilgamesh ? oh, no ! il terrore mi paralizza la lingua !
ehi.. hai una nuova sposa, amico ?
maledizione.. dev'essere la figlia di saggorn di akad. lui voleva la mia alleanza per combattere quelli di umma. deve aver pensato di convincermi così..
prendi, gilgamesh.. ecco la tua promessa ! non voglio turbare la tua felicità ! prendila !
tu.. tu sei gilgamesh ?
questo non è il momento di parlare. mettiti dietro a noi. dobbiamo andarcene.
quello che si fa avanti è un gigante obeso, ripugnante.
la donna è mia, emmerkar ! sono il più forte dei tuoi uomini e sfido chiunque a togliermela. non c'è uomo che possa affrontarmi.
logico.. un uomo non lotta con un porco.
mi chiami porco ? ora questo porco ti.. ahh ! ah !
ti fai chiamare figlio del demonio, vero ? và da tuo padre, allora !
un'azione tanto rapida da non permettere reazioni. un grido e già nippur mi incita a seguirlo. non mi serve altro. anch'io conosco i trucchi della battaglia.
al ponte !
ah !
portala via, nippur ! io li fermerò !
d'accordo.. ma sta attento !
poi assume un'espressione strana, divertita.
che stupido sono.. avevo scordato con chi parlavo. via, tu !
ahh !
hanno ritardato un pò, ma poi scattano tutti insieme.
che non sfuggano ! uccideteli !
si ! addosso ! addosso !
ma su un ponte tanto instabile non sempre il numero è un vantaggio.
ahh !
avanti ! avanti !
ma nippur avanza, trascinando con sè la terrorizzata ragazza e affrontando chi tenta di tagliarli la strada.
credi di scappare, bastardo ? dovrai passare su di me, per farlo !
solo questo ? non è un grande ostacolo.
ahh !
ma.. e il mio signore ?
non ti preoccupare. lui sa come uscire da queste situazioni.. e rischia meno di quanto tu creda.
il ponte continua a dondolare impazzito, mentre la massa urlante mi fa arretrare poco a poco.
ah !
ed emmerkar perde la pazienza.
basta, maledetto ! togliti di mezzo !
dolore. il terribile dolore a cui ancora non mi sono abituato.
ah ! credi di avermi ucciso, carogna ? ti sbagli. ti sbagli.
poi succede.
hei..
noo !
il ponte cade come un ramo secco sotto il sole.
ahh !
aiuto !
no, gilgamesh.. mio signore ! noooo !
ferma !
è morto ! è morto !
no. gilgamesh non può morire.. lui è.. o.. o forse si ? c'è qualcosa che può distruggerlo ? forse questa volta ?
hanno aspettato a lungo. poi, nel freddo della sera, il gigante sumero si è alzato.
vieni. non serve aspettare di più.
il mio signore.. il mio signore.. io.. io dovevo portare felicità e vittoria.. e invece portavo la morte..
no. siamo solo schiavi del destino. soltanto la nostra mostruosa vanità ci fa credere di essere di più.
e a uruk ? cosa diranno quando sapranno della morte del re ?
a uruk esplode la gioia.
se n'è andato ! finalmente l'immortale è morto ! ci siamo liberati della sua ombra !
non avvelenerà più i nostri giorni ! non dovremo più invidiarlo o odiarlo ! è morto.. è morto !
nippur.. che è questa pazzia ? lui era il re più grande che uruk avesse mai avuto..
forse troppo, ragazza. c'è un limite anche per la gloria e la grandezza.. a volte un uomo non deve arrivare a certe vette.
il muro crollato.. dobbiamo ricostruirlo..
che aspettiamo ? eleggiamo un nuovo re.. uruk tornerà a essere la gemma della sumeria !
guardali.. sono tornati alla vita.. non hanno avuto la pazienza di aspettare. sono liberi, pazzi di allegria, felici con la loro sorte mortale.. naturale.. ora potranno..
è dunque così, nippur ? sono stato cieco tutto questo tempo ? li stavo distruggendo invece di aiutarli ?
no, semplicemente ora non c'è posto per te, tra loro. sei una creatura fantastica e la dimensione del tuo potere ti separerà per sempre dall'uomo. tu li amavi, ma loro non potevano comprenderti. tornerai a uruk ?
ascoltali.. sono liberi. sono felici. lasciali così. sbagliavo. non era così che potevo aiutarli. devo trovare altre strade. devo trovare un altro mondo.. addio, amico.
gilgamesh ? gilgamesh !
uruk delira fra torce, risate e musica. uomini felici lavorano alla muraglia e belle ragazze , recuperata la voglia di vivere, danzano intorno alle fonti. uruk si è svegliata dal suo sonno. uruk ha ripreso a vivere.
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