Jacopo Manuèl M...'s profile Re e MendicantiPhotosBlogListsMore Tools Help

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    Meglio non dire..

     
     
     
     
     
    Pensiero stupendo..
    .. nasce un poco strisciando..
    .. si potrebbe trattare di Bisogno d'Amore..
    .. meglio non dire..
     
     
     
     
     

    Lilium inter spinas

     
     
     
     
    Complice la Luna sul volto stanco di Endymion,
    si strugge una Dea per una creatura mortale.
    Patto di eterno Amore..
     

    Lunatica

     
     
    Lunatica di C n
     
    " Inesistente giornata più strana.

    Brillano; poi affogano, gli occhi.
    Lavora; poi ozia, la bocca.
    Corre; poi dorme, il cuore.

    Di nuovo brillano. Di nuovo dorme.
    E ancora.
    "
     
     
     
     
    Delicatissimi, romantici, con Bach come primo punto di riferimento, il trio napoletano Ashram si presenta nel 2006 con questo secondo episodio “Shining Silver Skies” per la portoghese Equilibrium Music, la bellezza di quattro anni dopo che il gruppo aveva fatto il proprio ingresso sulle scene con il buonissimo debut omonimo, pubblicato dalla francese Prikosnovenie.
    Formatisi nel ’97 come duo (voce e pianoforte), il gruppo ha successivamente incamerato stabilmente nel proprio sound l’esperto violino di Alfredo Notarloberti, e, in occasione del proprio debutto, anche il violoncello di Leonardo Massa, che ritorna come ospite anche su questo nuovo capitolo della band. I musicisti offrono tutti una prestazione eccellente a livello tecnico, ma ciò che più colpisce è il profondo impatto emozionale della musica degli Ashram, estremamente sentita e spirituale, a tratti angelica ed a tratti malinconica, ma sempre guidata da una fortissima ispirazione.
    La proposta del gruppo partenopeo è quella che potremmo definire moderna ‘musica da camera’, soffici intrecci di pianoforte, archi e voce per una creazione di musica Neo-classica di livello sorprendente, totalmente acustica e di grande compostezza ed omogeneità.

    Primo punto a favore del disco è l’angelica prestazione del vocalist Sergio Panarella, che, a volte in punta di piedi ed altre volte in modo più imponente, si districa con leggerezza sugli accordi del pianoforte di Luigi Rubino, per recitare i testi (tutti in inglese) della band, superbamente spalleggiato dal violino di Notarloberti che crea le giuste risposte ai dolci rintocchi del pianoforte e si propone spesso in primo o secondo piano con melodie da brividi, prendendo nei brani strumentali il totale controllo del sound del gruppo, come accade nelle soavi “Maria and the Violin's String” e “Il Mostro” (il cui giro di piano iniziale mi ha ricordato, nel feeling, “A Gothic Love Song” di Current 93); Luigi Rubino e i suoi tasti d’avorio, invece, hanno il compito di tessere le melodie su cui la voce di Panarella si può muovere, come accade in “All’Imbrunire”, duetto fra i vocalizzi di Sergio e le nostalgiche soluzioni armoniose di Luigi.
    A variare la formula, una chitarra acustica si aggiunge al piano in tracce quali “Lady” o la romantica “Last Kiss”, mentre si segnala per un leggero mutamento stilistico la decima “Tango para Mi Padre y Marialuna”, in cui seduta al pianoforte troviamo l’ospite Martina Mollo, a graziare un brano in cui tocchi latini vengono rivisti in ottica classica.
    Praticamente nulle le critiche da muovere al disco: impeccabili sotto il profilo tecnico, gli Ashram sono abilissimi nel loro stile e da lì non si distanziano, rendendo il disco leggermente più ostico a chi non è avvezzo a sonorità simili; tuttavia, “Shining Silver Skies” è di sicuro interesse grazie a composizioni eccellenti e prestazioni strumentali senza sbavature e parti vocali personali e di gran sentimento; inoltre i brani sono tutti di durata abbastanza contenuta (solo uno su quattordici supera i quattro minuti), cosa che rende il disco ‘abbordabile’ e poco pesante.

    Il disco si chiude con l’ennesima carezza, “Ultimo Carillon”, con un Luigi Rubino sugli scudi, e sono costretto a ridestarmi dai sogni romantici in cui ero scivolato per consigliare il disco a chi cerca musica limpida, delicata, sentita, pura, e non si pone problemi ad abbandonare le chitarre e le batterie del Rock per sollevarsi dolcemente, per volare in alto, lontano dai soffocanti ritmi della vita quotidiana, e per sognare volando fra nuvole, tramonti e “scintillanti cieli d’argento”.
    Ricercato, maturo ed emozionante.
     
     
     
     
    Ashram - Maria and the Violin's String -> http://www.youtube.com/watch?v=J68MSRCu0NM
     

    Sshh..

     
     
     
     
    Tutto ciò che amai, jo non lo amai da solo..
     
    .. siamo Acqua e Fuoco..
     
     
     
     
    Room of Angel
     
    You lie silent there before me
    your tears may mean nothing to me now
    the wind howling at the window
    the Love you never gave
    I give to you

    Really don't deserve it
    but now there's nothing you can do
    so sleep in your only memory of me
    my dearest mother

    Here's a lullaby to close your eyes (goodbye)
    it was always you that I despised
    I don't feel enough for you to cry (oh well)
    here's a lullaby to close your eyes (goodbye)
    goodbye..
    goodbye..

    So insignificant
    sleeping dormant deep inside of me
    are you hiding away lost
    under the sewers
    maybe flying high in the clouds

    Perhaps you're happy without me
    so many seeds have been sown in the field
    and who could sprout up so blessedly
    if I had died

    I would have never felt sad at all
    you will not hear me say I'm sorry
    where is the light
    I wonder if it's weeping somewhere

    Here's a lullaby to close your eyes (goodbye)
    it was always you that I despised
    I don't feel enough for you to cry (oh well)
    here's a lullaby to close your eyes (goodbye)
    goodbye..
    goodbye..
     
     
     
     
     
     
     

    L'esigenza

     
     
     
     
    L’esigenza di unirmi ogni volta con te
    e ogni volta mostrare la mia vanità
     
    Come dolce follia
    s’interessa di me
    Ma se è amore perdonami
    perché unendo divido anche il mondo a metà
    forse è un angelo che si diverte così

    Miele nel vino tu sei
    piccola venere
    l’indifferenza ti fa
    altissima

    E chiamai disordine
    quelle armonie in me

    credevo all’abitudine

    Le parole amore mio
    serviranno a fingere
    che voglia non ho più di te

    I discorsi che faccio quando sto con me
    sono esempi perfetti di banalità
    se non parlo con te
    se non parlo di te

    Ogni istante decidere
    ma il mio corpo è imperfetto e non basta più a sé
    e’ una sete che so
    non mi lascerà più

    Miele nel vino tu sei
    piccola venere
    l’indifferenza ti fa
    altissima

    E chiamai disordine
    quelle armonie in me
    credevo all’abitudine
     
    Le parole amore mio
    serviranno a fingere
    che voglia non ho più di te

    di Te..
     
     
     
     

    Imperfette imperfezioni..

     
     
     
    Sorriso.
    Timore al timone di nuvola soffiata da sbuffo amichevole,
    che sbiadisce per poi sorprendere poco dopo,
    in compagnia.
     
    Ma muta,
    il riflesso del timore.
    In armonica dissonanza a forma di chiave.
    Una chiave di volta,
    tremula perchè sommersa da lago,
    notturno e languido,
    senza fumi e rossori.
     
    Si veleggia oltre l'arcata e la si spalanca con dolcezza,
    ancorando questa fantasia all'evidenza scolpita istanti prima del volo.
     
    Però mi manchi lo stesso..
     
    .. ogni tempo che il crepuscolo avanza come erede senza gloria di danza gonfia di soffici veli,
    baciati dall'aurora,
    orma dopo orma del tuo vagare.
     
    Che speranza,
    che sorpresa,
    jo ti vengo incontro..
     
     
    alla mia buona Stella