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    Lemuria - Therion

     
     
    In the ocean, deep down
    Under raging waves, wrapped in memories, you'll find
    Wrecks of stately ships, they all went astray

    Captain, did you find
    Land of Mu, Eldorado for the seaman?
    Or did you sink in dreams (and) lose your ship
    In the Sirens' symphony?

    When the sailman's sailing away
    He shows that the dream of Lemuria is true
    A land lost he will find again
    Hear the call from the depth of the anemone song
    Do you dare to enter the ship?
    Hear the call from below of an underwater world
    Land of Mu is close to the stars
    In the arms of the sea you will live as hypnotized


    Call of Narayana, the seven-headed on
    Lemuria, rise!

    When the sailman's sailing away
    He shows that the dream of Lemuria is true
    A land lost he will find again
    Hear the call from the depth of the anemone song
    Do you dare to enter the ship?
    Hear the call from below of an underwater world
    Land of Mu is close to the stars
    In the arms of the sea you will live as hypnotized
     
     
     

    The Show Must Go On - Queen

     
     
    Empty spaces, what are we living for
    Abandoned places, I guess we know the score
    On and on, does anybody know what we are looking for..
    Another hero, another mindless crime
    Behind the curtain, in the pantomime
    Hold the line, does anybody want to take it anymore
     
    The show must go on
    The show must go on, yeah
    Inside my heart is breaking
    My make - up may be flaking
    But my smile still stays on

    Whatever happens, I'll leave it all to chance
    Another heartache, another failed romance
    On and on, does anybody know what we are living for ?
     
    I guess I'm learning (I'm learning learning learning)
    I must be warmer now
    I'll soon be turning (turning turning turning)
    Round the corner now
    Outside the dawn is breaking
    But inside in the dark I'm aching to be free
     
    The show must go on
    The show must go on, yeah yeah
    Ooh, inside my heart is breaking
    My make - up may be flaking
    But my smile still stays on

    Yeah yeah, whoa wo oh oh

    My soul is painted like the wings of butterflies
    Fairytales of yesterday will grow but never die
    I can fly - my friends
     
    The show must go on ( go on, go on, go on ) yeah yeah
    The show must go on ( go on, go on, go on)  
     I'll face it with a grin
    I'm never giving in
    On - with the show

    Ooh, I'll top the bill, I'll overkill
    I have to find the will to carry on
    On with the show
    On with the show
    The show, the show must go on
    Go on, go on, go on, go on, go on
    Go on, go on, go on, go on, go on
    Go on, go on, go on, go on, go on
    Go on, go on, go on, go on, go on
    Go on, go on
     
     
     

    Lo Scudiero muto e il Cavaliere cieco - La storia di Tchogs e Isabeau

     
     
    Dedicata a una musa ispiratrice. Ero pronto a tutto, ma non a Te..
     
    Jago
     
     
     
    - Lo Scudiero muto e il Cavaliere cieco - La storia di Tchogs e Isabeau -



    Il mio nome è Ipérione Saliéri, il fu scriba del Re Ricàrdo Aspérda. Sto per affidare la mia ultima piuma agli occhi del Cavaliere di ventura Zaccaria della Valle, che attendo nell’ultima stanza della mia torre, quì a Lamòrdia, ultimo dominio libero nella terra del Ràvenloft. Fa freddo.



    Capitolo primo: I due Re.



    - E’ Inverno. L’Estate è un lontano ricordo, la Primavera una speranza che muore con la fine dell’Autunno. La neve scende piano e copre le nostre terre con una coltre candida e ghiacciata, ma il fuoco del nemico desta il nostro riposo e ci costringe a resistere giorno dopo giorno assediati in queste quattro mura, un tempo l’orgoglio e la gloria del nostro Re. I suoi cavalieri sono morti in guerra, i suoi armigeri nel sonno e la sua guardia scelta nell’impresa di cercare alleati a nord, non abbiamo loro notizie da mesi. Rimangono i paggi e le dame di corte a popolare i lunghi corridoi e i sotterranei e la sala del castello, in attesa che qualcosa, qualsiasi cosa accada. Nessuno comprende le cause di questa lunga battaglia, al di là del potere e dell’espansione e il Re è stanco e deluso di aver creato con amore e pazienza infiniti un regno destinato a scomparire e a soccombere all’ignoranza e alla violenza senza ragione. Sta morendo, vede svanire la pace e la prosperità e dice che siamo liberi di andare alla mercè dei soldati del Re Wòlfsson, ma che lui non cederà alla barbarie e sarà l’ultimo baluardo della sua terra, seduto sul suo trono ad affrontare la morte con la corona sul capo e la spada nella mano, da solo. E così, rimango al fianco dell’ultimo degli Aspérda, l’ultima famiglia nobile di Lamòrdia. Trascorro i giorni finali di decadimento del bastione nelle segrete del castello testimoniando, pietra dopo pietra, il disfacimento di un sogno e come un grande uomo resiste per una causa che non è perduta fintanto esisterà un solo folle a combattere per essa. I nostri incontri sono rari e pregni di saggezza, ridiamo e parliamo dei tempi passati, pregando nel tempio della Regina Amàlia e piangendo sulla tomba della sposa del Re. Non mangiamo da giorni, non dormiamo da settimane e ci evitiamo a vicenda: ognuno preferisce vivere la sua fine a modo proprio facendo tesoro dei suoi ultimi respiri.



    - Mirabile visu, incredibile dictu..!! Non siamo stati dimenticati e qualcuno ha raccolto il nostro grido di aiuto accorrendo in soccorso..!! Non importa chi sia o che sia uno soltanto, non importa da dove provenga o al cospetto di quale vessillo si inchini: dice di chiamarsi Tchogs e di essere un Cavaliere di una terra molto lontana, errante per disgrazia e volontà. E’ un uomo gioviale e umile, alla ricerca di un posto incontaminato dalla miseria dei nostri simili per diffondere ideali di amore e di onore e di vita. Parla poco ma risponde bene, lasciandoci immaginare la bellezza dei suoi sogni. Quando gli chiediamo chi sia mai il suo signore Tchogs risponde di non averne alcuno ma di nutrire fedeltà ai suoi Fratelli d’arme. Narra di un Lago da cercare per tre volte e di una creatura sacra alata, guida che incarna i valori di queste grandi e coraggiose persone raccolte sotto un’unica insegna. Al mio Re non interessa della morte e della distruzione che dilagano incontrastate nella sua epoca e benedice l’arrivo di questo giovane ragazzo ringraziando le stelle del dono prezioso: è convinto che i suoi desideri siano stati avverati e trascina il Cavaliere Errante nei suoi progetti di un nuovo mondo, di un nuovo sogno, di una nuova illusione. Tanto Tchongs quanto io proviamo imbarazzo e apprensione nell’assecondare gli innocenti deliri di chi ha perduto ogni cosa a lui cara. Ma non abbiamo premura di questo dolore perché non sorgerà un’ultima aurora, i guerrieri del Re Lupo nella loro infinita pietà scenderanno il buio senza fine nei nostri cuori a momenti. Il Cavaliere dice di aver scelto il suo destino e che rimarrà al fianco di un grande Re, nel nome di trecento cuori e di trecento spade. Non si dispera, non ha paura della Morte che lui chiama Sorella ma ci confida di piangere per una Rosa che non potrà più cogliere. Noi non sempre sappiamo capire cosa muove questo personaggio strano e fedele a se stesso da una vita, ma nei nostri spiriti sentiamo che è parte di un qualcosa di grande e alla nostra portata. “ Chiunque si sposi all’Erranza si vota ad un’esistenza di Valori e Dettami sacri, io non so dirvi il perché e il per come ma tanto Luce quanto Tenebre trovano in me fertile dimora ” è solito ripetere quando Re Ricàrdo scruta nei suoi occhi chiari e limpidi con i propri scuri e peciosi, limitandosi a sorridere e a scuotere il capo: forse è giunto il tempo in cui i Re si inginocchiano ai Cavalieri, forse è arrivato il momento per prendere un profondo respiro, fermarci e guardare cosa abbiamo lasciato alle nostre spalle, e ricominciare a vivere. Tchogs, possa essere sempre libero il tuo grande animo, addio..



    - Sono entrati. Hanno dato fuoco al cancello indebolendone il legno e creando una breccia nella superficie secolare. Sono arrivati. Odo le loro urla e le loro bestemmie agli Aspérda nel piazzale d’arme. Ascolto il rumore delle bianche colonne del sepolcro della Regina Amàlia sradicate senza rispetto e senza religione. Il palazzo brucia e monda peccati che non ha commesso col fuoco e il mio Re piange, piange come un bambino nella stanza scura delle segrete, assieme con Tchogs e me. Il tonfo sordo e che non da scampo dell’ariete scuote e fa tremare la porta di ferro dell’ultimo salone sotterraneo. “ Erranti una volta Erranti per sempre..!! ” è il grido che si leva dal Cavaliere che sprona il Re ad impugnare la sua spada all’unisono con la propria, a danzare col nemico per l’ultima volta, a “ Morire per vivere in eterno..!! ” Nasconderò questa pergamena dietro ad un mattone del muro, nella sciocca speranza che possa sopravvivere e che possa rendere umidi occhi futuri e migliori. Come ci disse Tchogs salutandoci per la prima volta, “ Pace e Prosperità ” . Fa freddo.
     
     
     

    Je fluctue entre la peur et l'espoir . .

     
    3 / 3 / 09 
     
    Mare, l'aurora 
     
     
     
     
    .. calpesto la via lattea di conchiglie,
    scia cangiante di candore stellato,
    e sbiadisco,
    nella muta spirale oltre il velo che oscilla fra paura e speranza..
     
    il profondo blu della notte,
    misterioso concerto di lumi,
    annega nel materno abbraccio del mare,
    spalancando l'impensabile,
    incolore e insapore confine tra il rosso plumbeo di un mio pensiero che tramonta e lo smeraldo d'acquamarina di una venatura dell'anima tua,
    che glissa,
    altrove..
     
    così scivolo nel tuo riposo,
    incoronato ospite del tuo sogno..
     
    un filamento del mio spirito fluttua verso il tuo cuore e,
    mano nella mano,
    il mio sguardo che pulsa di volontà ti scansa un poco dall'atarassia dell'inerzia,
    affinchè il tuo stato d'animo ti ferisca e mortifichi di meno,
    emergendo da se stesso..
     
    se hai voglia d'essere triste sii triste,
    quando non lo sarai più mi troverai abbracciato al tuo fianco,
    lascia che sia jo a sorridere per entrambi,
    ora..
     
     
    ogni volta che mi lascio tradire da questo mondo,
    sappi che torno a calpestare quella galassia di pietre marine,
    da cui torno,
    cercando le briciole di quanto delicato tu custodisca nei volti dell'invisibile corrente che mi viene incontro..
     
    sopravvivere a noi stessi insieme,
    è questo l'unico granello mancante al disegno del destino che desidero..
     
     
     

    Lago . .

     
     
     
     
    Mm..

    Scalzo piedin s`affretta logoro pè breccia umida e viva, scanzonand`un passetto timido e lesto, vers`una notturna riva..

    ( Ricerca ispirazione, dedicando uno sguardo commosso e insofferente verso la luna, questa sera )

    S`affonda e s`affanna ne la melma fangosa, ne finge di pestar quiete, un tutt`uno co` sta gorgogliante morosa..

    E accade, briciola di raggio lunare ne lambisce caviglia e veste, brillando`l guizzo verso l`alto, osando al mondo gradito e raro presente..

    ..balena la scia luminosa e bella, che serpeggia verso sponde impreziosite e scelte..

    ..ondeggia la via lineare e argentea, sferzata dal mormorio de`l vento d`Ostro, capriccioso e prepotente..

    Piedin pedante n`saccontenta, smuov`e increspa l`acqua, guardiana e sentinella..

    ..de l`arcàn mistero ch`essa cela, annegato da rassicurante mole, tant`è più d`un`era..

     


    ( Prende un respiro profondo e tutto suo, abbarbicandosi sulle rime, con occhietti insoddisfatti e stranamente furbi )

    Fresco e pago de la sibillina novella del lago, il piedin sgocciola altrove, dinoccolando il saper sui propri passi..

    Oh fatal ramingo casuale, svezza `l tuo cammin ne le acque ignoranti di sale..

    Ricerca il tempo, fra un esilio e un altro, per pascerti di canoscenza come niun altro..

    Il piedin è `l tuo peregrinare, simboleggia l`animo tuo, che s`è votato ad errare..

    Soffermerai ivi `l tuo esser vagabondo..? O fortasse sfuggirai oltre, semper appestato e poco amato pè lo mondo..?

    No..

    Riposa e sciogliti ancora, eleggi sta palude a tua momentanea, etterna dimora..

    No..

    Bagnati e canta e danza e sorridi in un tuffo, giammai emergi da le acque, nemmanco per uno sbuffo..

    Annega, muori per rinascere, lasciati cullare da questo strano mare, chè già è tardi, l`imparerai ad amare..


    Un Cavaliere Errante 
     

    Alba e Tramonto . .

     
    26 / 2 / 09 
     
    Giardini pensili, crepuscolo 
     
     
    Tienimi stretto al tuo seno,
    e non ti lascerei andare mai,
    alba e tramonto,
    alba e tramonto amanti in lacrime di baci..
     
    un sogno senza requia e non sei sola,
    ma vento che mi salva e acqua che a me rinuncia,
    sono fuoco e a te appartengo..
     
    non dar peso,
    amore mio,
    al grigio di quel dispiacere e guardami..
     
    ancora arde la mano che t'accarezza,
    in riva al mare,
    ove due stelle possono splendere insieme..
     
    per sempre..
     
     
     

    Nessun uomo è un'isola - Meditation XVII - John Donne

     
     
    .. sai, ptah ? una volta c'era un pianeta chiamato terra e su esso un uomo di una specie chiamata poeta.. lui ha detto qualcosa che ora ricordo..
     
    che ha detto ? dimmelo, per favore..
     
     
    La Terra. Il mio amato pianeta. Morto. Perduto per sempre. Irrecuperabile.. mio amore.. mio mondo..
     
     
     
    nessun uomo è in se stesso un'isola
    ogni uomo è un pezzo del continente, un pezzo della terra..
     
    se il mare si porta via una zolla di terra
    l'Europa ne è diminuita, come fosse sparito un promontorio
    la casa assolata di un amico, o la tua stessa..
     
    la morte di ogni uomo mi diminuisce
    perchè io sono parte dell'umanità..
     
    per questo, non chiedere mai
    per chi suona la campana
    essa suona per te
     
     
    e la magia delle parole di john donne, del poeta, resta nell'eco della mia voce. finchè lei si scuote.
     
    .. e molto bello.. e molto logico.. è una cosa che poteva essere detta da qualsiasi creatura, di qualsiasi mondo.. qual è il tuo segreto ?
     
    il segreto, ragazza, è l'amore. amore per chi ti circonda, per la sua vita e per la tua. amore per il tuo mondo e per tutto ciò che lo forma. amore.. nient'altro.. eppure è tanto difficile darlo e riceverlo..
     
     

    The Animal Istinct - The Cranberries

     
     
     
     
    Suddenly something has happened to me
    As I was having my cup of tea
    Suddenly I was feeling depressed
    I was utterly and totally stressed
    Do you know you made me cry
    Do you know you made me die

    And the thing that gets to me
    Is you'll never really see
    And the thing that freaks me out
    Is I'll always be in doubt
    It is a lovely thing that we have
    It is a lovely thing that we
    It is a lovely thing, the animal
    The animal instinct

    So take my hands and come with me
    We will change reality
    So take my hands and we will pray
    They won't take you away
    They will never make me cry, no
    They will never make me die
    And the thing that gets to me
    Is you'll never really see
    And the thing that freaks me out
    Is I'll always be in doubt

    The animal, the animal,
    the animal instinct in me
     
    It's the animal, the animal,
    the animal instinct in me
     
    It's the animal, it's the animal,
    it's the animal instinct in me..
     
     
     
     
     

    Faraway - Apocalyptica . .

     
     
    There's something in the way you always somewhere else
    Feelings have deserted me to a point of no return
    I don't believe in God but I pray for you

    Don't you slip away from me, it's you I live for don't you leave
    Don't you slip away from me, I'm vulnerable to your love


    Don't let them get you, stay away from the sun
    It's too bright for you
    Your eyes getting blurry - stay, I'm crying your name
    I don't believe in God but I pray for you

    Don't you slip away from me, it's you I live for don't you leave
    No, don't you slip away from me, I'm vulnerable to your love


    There is something in the way you're always somewhere else
    Feelings have deserted me to a point of no return
    So the light fades out and you're so close to losing

    Don't you slip away from me , it's you I live for don't you leave
    No, don't you slip away from me , I'm vulnerable to your love
    Don't you slip away from me
    It's you I live my life for
    No don't leave

    Don't you slip away from me, I'm vulnerable to your love
    Don't you slip away
     
     
     

    Perchè Gilgamesh ?

     
     << Chi siamo ? Da dove veniamo ? Dove andiamo ? >>. Queste domande, poste in tono volutamente serioso dal professor Pazzaglia, erano uno dei tanti fortunati tormentoni di Quelli della notte, una trasmissione televisiva che ha fatto epoca. Una trovata umoristica tanto più efficace - aldilà della simpatia del professore - quanto più legata a un'effetiva, indiscutibile realtà. Perchè è innegabile che queste domande fanno parte quasi del patrimonio genetico dell'uomo e lo rendono diverso dai suoi colleghi animali.
     
    Bene, per tutti coloro che si pongono quelle famose domande, il nome di Gilgamesh ha un significato particolare. Anzitutto, perchè questo mitico eroe era il sovrano di Uruk. Viveva cioè in quella regione che gli studiosi moderni chiamano, dalla sua forma geografica, la mezzaluna fertile. Quella regione dove per la prima volta nella sua storia l'uomo è riuscito a coltivare delle piante e ad allevare degli animali, facendo così nascere la nostra civiltà. E poi perchè a lui è ispirato quello che è forse il testo letterario più antico della storia umana. Un poema, L'epopea di Gilgamesh, inciso in caratteri cuneiformi su tavolette d'argilla, che sono state ritrovate intorno alla metà del secolo scorso tra moltissime altre, contenenti soltanto documenti amministrativi su elenchi e inventari delle quantità di olio e di cereali immagazzinate, vendute, scambiate.
     
    Un poema nel quale si parla - addirittura prima che lo faccia la Bibbia - del diluvio universale. E dove Gilgamesh, colpito dalla morte dell'amico Enkidu, non esita a intraprendere un vieggio nell'aldilà ( un aldilà che per lui era a occidente, dove anche il sole va a morire ogni giorno ). Un poema che racconta come Utnapistim ( saggio re e sacerdote di Suruppak, il cui nome significa colui che vide la vita ) gli rivela il segreto della pianta dell'immortalità. Un poema del quale è ancora in corso ( e proseguirà per decenni ) la decifrazione da parte dei massimi studiosi mondiali.
     
    Un poema dal quale Robin Wood ha tratto ispirazione con la sua indiscussa abilità di narratore per ricavare una storia che va oltre.
     
    Nel fumetto di Wood, Utnapistim ( che non a caso era detto anche il lontano e che secondo i sumeri dimorava a Dilmum, il luogo dove sorge il sole ) diventa l'abitante di un remoto pianeta che ha raggiunto l'immortalità grazie alla tecnologia. E da quì inizia una saga che accompagna l'intera storia dell'uomo, raccontandoci le sue miserie e le sue grandezze, le sue conquiste e i suoi fallimenti.
     
    Fumetto, quindi, di notevole spessore narrativo e di grande valenza emotiva. Basti leggere l'episodio del Calvario, non a caso citato perfino nella tesi di laurea in Teologia di un giovane sacerdote ora in missione nelle Filippine. Fumetto che - pur privilegiando, com'è giusto, l'avventura - offre anche motivi di riflessione molto profondi.
     
    Fumetto, infine, che ricava ulteriore fascino dai disegni particolarmente ispirati di un grandissimo Lucho Olivera. Disegni che sono di volta in volta iperrealistici o visionari, intensi come sculture o leggeri come giochi di luce. E che hanno la rara capacità di raccontare al pari delle parole.
     
    Ecco, quindi, il senso dell'iniziativa " Eura ", che parte da questo primo libro. Offrire a tutti gli appassionati, in dodici volumi mensili, un'opera che merita un posto di tutto rispetto nella loro biblioteca.
     
     

    Immortale - Capitolo IV

     
     .. un grande silenzio regna su uruk. un silenzio malsano, inquetante, vischioso, come un grasso che aderisce alla pelle. come una cancrena. un pezzo della muraglia è crollato e nessuno ha fatto un solo gesto verso quel foro polveroso nella pelle della città. solo sguardi apatici lo sfiorano.
     
    perchè non mandano a ripararla ? sono ciechi ? o aspettano che io rimetta in funzione la frusta ?
     
    nippur di lagash ha continuato a mangiare il suo frutto con una calma assoluta
     
    la frusta non servirebbe, gilgamesh. la tua città muore e tu non puoi resuscitarla.
     
    di che parli ? uruk è più ricca che mai. abbiamo quì scienziati da tutto il mondo per insegnare nei nostri templi. cosa potrebbe distruggerci ?
     
    io rispetto nippur, questo vagabondo segnato dal sole e dalle guerre, sprezzatore dei troni e della gloria, amico della vita e schernitore della morte.
     
    tu l'hai distrutta, gilgamesh.
     
    ti burli di me ? io l'ho fatta grande
     
    ah, si. hai portato oro e scienza a uruk, hai reso la vita una benedizione per tutti.. ma tu sei immortale. tu vedi passare le generazioni senza temere. puoi dedicare secoli a un progetto.. che t'importa del tempo ? le generazioni si susseguono, ma tu non hai fretta.. la tua gente comincia a morire alla nascita. la vita comincia sotto la tua ombra e non se ne stacca più, scopre che tutto è inutile, che l'unica realtà è la morte che l'aspetta. lo scopre perchè paragona la sua vita alla tua. tutti consci dell'inutilità di vivere. a che servono sforzi e ambizioni ? solo gilgamesh sopravvive a tutto.
     
    e tu, nippur ? io non ti disturbo ?
     
    no. io amo la vita come il vino e le donne. la scarsità migliora il gusto. non mi interessa l'immortalità.
     
    posso fare molto per l'umanità.
     
    no. l'umanità vive in cicli perfetti. impariamo le stesse cose e commettiamo gli stessi errori. e questo è il gusto di vivere.. e il dividerlo unisce gli uomini.
     
    mi sorride con la sua aria caldamente ironica.
     
    ma tu non sei uno di loro. non lo sarai mai più.
     
    sotto di me, la città è quieta e muta. a un tratto mi sento stanco, deluso.
     
    io volevo aiutarli.. donare loro cose che rendessero più facile la loro vita..
     
    smettila di pensare. và a prendere il tuo arco e andiamo a caccia.
     
    non discuto. mi sorprende sempre la saggezza senza età di nippur, l'uomo di lagash.
     
    va bene. andiamo.
     
    ha ragione. mi odiano. occhi opachi mi seguono nei corridoi del palazzo e nei vicoli della città. non ci sono saluti. solo un silenzio stanco, ostile. ricordo le generazioni che ho visto passare. ricordo gli avi di questi uomini. generazione dopo generazione, ho regnato su tutti.
     
    e se nippur avesse ragione ? se davvero li stessi distruggendo, invece di aiutarli ?
     
    smetti di pensare, gilgamesh. vivi un pò. guarda il sole.
     
    scendiamo lungo il fiume. e a poco a poco l'allegria di nippur mi contagia.
     
    se vorremo mangiare, cacceremo. e berremo l'acqua del fiume.
     
    guarda.. che è quel fumo ?
     
    la fossa dell'inferno. l'entrata al mondo dei morti. laggiù vivono gli immondi, i maledetti.
     
    ne avevo sentito parlare, ma credevo si trattasse solo dell'immaginazione di qualche povero vecchio.
     
    mi piacerebbe vedere com'è.
     
    perchè no ? non voglio che i miei amici restino con una curiosità.. ma stiamo attenti.
     
    vapori sulfurei escono da un terreno calcinato. laghi di lava ribollono. si. potrebbe essere l'ingresso dell'inferno.
     
    fermi ! chi siete ?
     
    sono gilgamesh, signore di uruk.
     
    sono nippur, signore dei miei sandali.
     
    l'uomo si è esibito in una grottesca riverenza e in una sgangherata risata.
     
    avanti nobili signori. benvenuti nel regno emmerkar il grande, il pietoso, il giusto..
     
    ombre da incubo sorgono dalla nebbia rossastra. saltano, ballano, emettono grida gutturali.
     
    dev'essere davvero l'entrata dell'inferno. e questi devono essere stati rifiutati anche dai demoni.
     
    ma io non li ho rifiutati, amico. sono sovrano di un regno che non deve obbedienza a nessuno. ho una legge, la mia.. una religione, la morte.. e mi chiamano emmerkar, il maledetto.. ma venite.. siete miei ospiti.
     
    si sta burlando di noi. per un attimo penso di strozzarlo subito. ma nippur interviene.
     
    facci strada, re dell'inferno. ma attento a non cadere in un cratere prima di aver compiuto il tuo dovere di anfitrione.
     
    lo compirò, spiritoso.. lo compirò.
     
    credo che emmerkar voglia offrirci più di quanto gli potremmo chiedere.
     
    stiamo in guardia.
     
    un mondo che si direbbe possa esistere solo in un incubo. in basso, il borbottio dell'inferno. intorno, le sue creature.
     
    hmm.. si è riunita tutta la sua corte..
     
    bevete, guerrieri.. è il vino di certi viandanti che sono passati di quì.
     
    passati ? e dove sono ora ?
     
    là. e ci andrete anche voi quando avrete finito il vino.
     
    non c'è tempo di rispondergli. c'è un coro di grida.
     
    guarda, emmerkar.. guarda cosa portiamo !
     
    hmm.. un bel regalo davvero. chi sei ?
     
    non mi toccare, bestia ! non mi toccare, o tu e i tuoi sarete cancellati dalla faccia della terra !
     
    ah.. e come succederà ?
     
    sono promessa a gilgamesh, signore di uruk, che, quando saprà, verrà coi suoi guerrieri e non lascerà vivo nessuno di voi.
     
    il coro delle risate si è fatto delirante.
     
    la fidanzata del grande gilgamesh ? oh, no ! il terrore mi paralizza la lingua !
     
    ehi.. hai una nuova sposa, amico ?
     
    maledizione.. dev'essere la figlia di saggorn di akad. lui voleva la mia alleanza per combattere quelli di umma. deve aver pensato di convincermi così..
     
    prendi, gilgamesh.. ecco la tua promessa ! non voglio turbare la tua felicità ! prendila !
     
    tu.. tu sei gilgamesh ?
     
    questo non è il momento di parlare. mettiti dietro a noi. dobbiamo andarcene.
     
    quello che si fa avanti è un gigante obeso, ripugnante.
     
    la donna è mia, emmerkar ! sono il più forte dei tuoi uomini e sfido chiunque a togliermela. non c'è uomo che possa affrontarmi.
     
    logico.. un uomo non lotta con un porco.
     
    mi chiami porco ? ora questo porco ti.. ahh ! ah !
     
    ti fai chiamare figlio del demonio, vero ? và da tuo padre, allora !
     
    un'azione tanto rapida da non permettere reazioni. un grido e già nippur mi incita a seguirlo. non mi serve altro. anch'io conosco i trucchi della battaglia.
     
    al ponte !
     
    ah !
     
    portala via, nippur ! io li fermerò !
     
    d'accordo.. ma sta attento !
     
    poi assume un'espressione strana, divertita.
     
    che stupido sono.. avevo scordato con chi parlavo. via, tu !
     
    ahh !
     
    hanno ritardato un pò, ma poi scattano tutti insieme.
     
    che non sfuggano ! uccideteli !
     
    si ! addosso ! addosso !
     
    ma su un ponte tanto instabile non sempre il numero è un vantaggio.
     
    ahh !
     
    avanti ! avanti !
     
    ma nippur avanza, trascinando con sè la terrorizzata ragazza e affrontando chi tenta di tagliarli la strada.
     
    credi di scappare, bastardo ? dovrai passare su di me, per farlo !
     
    solo questo ? non è un grande ostacolo.
     
    ahh !
     
    ma.. e il mio signore ?
     
    non ti preoccupare. lui sa come uscire da queste situazioni.. e rischia meno di quanto tu creda.
     
    il ponte continua a dondolare impazzito, mentre la massa urlante mi fa arretrare poco a poco.
     
    ah !
     
    ed emmerkar perde la pazienza.
     
    basta, maledetto ! togliti di mezzo !
     
    dolore. il terribile dolore a cui ancora non mi sono abituato.
     
    ah ! credi di avermi ucciso, carogna ? ti sbagli. ti sbagli.
     
    poi succede.
     
    hei..
     
    noo !
     
    il ponte cade come un ramo secco sotto il sole.
     
    ahh !
     
    aiuto !
     
    no, gilgamesh.. mio signore ! noooo !
     
    ferma !
     
    è morto ! è morto !
     
    no. gilgamesh non può morire.. lui è.. o.. o forse si ? c'è qualcosa che può distruggerlo ? forse questa volta ?
     
    hanno aspettato a lungo. poi, nel freddo della sera, il gigante sumero si è alzato.
     
    vieni. non serve aspettare di più.
     
    il mio signore.. il mio signore.. io.. io dovevo portare felicità e vittoria.. e invece portavo la morte..
     
    no. siamo solo schiavi del destino. soltanto la nostra mostruosa vanità ci fa credere di essere di più.
     
    e a uruk ? cosa diranno quando sapranno della morte del re ?
     
    a uruk esplode la gioia.
     
    se n'è andato ! finalmente l'immortale è morto ! ci siamo liberati della sua ombra !
     
    non avvelenerà più i nostri giorni ! non dovremo più invidiarlo o odiarlo ! è morto.. è morto !
     
    nippur.. che è questa pazzia ? lui era il re più grande che uruk avesse mai avuto..
     
    forse troppo, ragazza. c'è un limite anche per la gloria e la grandezza.. a volte un uomo non deve arrivare a certe vette.
     
    il muro crollato.. dobbiamo ricostruirlo..
     
    che aspettiamo ? eleggiamo un nuovo re.. uruk tornerà a essere la gemma della sumeria !
     
    guardali.. sono tornati alla vita.. non hanno avuto la pazienza di aspettare. sono liberi, pazzi di allegria, felici con la loro sorte mortale.. naturale.. ora potranno..
     
    è dunque così, nippur ? sono stato cieco tutto questo tempo ? li stavo distruggendo invece di aiutarli ?
     
    no, semplicemente ora non c'è posto per te, tra loro. sei una creatura fantastica e la dimensione del tuo potere ti separerà per sempre dall'uomo. tu li amavi, ma loro non potevano comprenderti. tornerai a uruk ?
     
    ascoltali.. sono liberi. sono felici. lasciali così. sbagliavo. non era così che potevo aiutarli. devo trovare altre strade. devo trovare un altro mondo.. addio, amico.
     
    gilgamesh ? gilgamesh !
     
    uruk delira fra torce, risate e musica. uomini felici lavorano alla muraglia e belle ragazze , recuperata la voglia di vivere, danzano intorno alle fonti. uruk si è svegliata dal suo sonno. uruk ha ripreso a vivere.
     

     

    If You don't know Me by now - Simply Red . .

     
    Ebbene shi *.*
     
    Niente popò di meno che i Simply Red, il 13 Luglio, approderanno a cashina mia Sarcastico
     
     
     
     
     
    If you don't know me by now
    You will never never never know me

    All the things
    That we've been through
    You should understand me
    Like I understand you
    Now girl I know the difference
    Between right and wrong
    I ain't gonna do nothing
    To break up our happy home
    Don't get so excited
    When I come home
    A little late at night
    Cos we only act like children
    When we argue fuss and fight

    If you don't know me by now
    You will never never never know me

    We've all got our
    Own funny moods
    I've got mine,
    Woman you've got yours too
    Just trust in me like I trust in you
    As long as we've been together
    It should be so easy to do
    Just get yourself together
    Or we might as well say goodbye
    What good is a love affair
    When you can't see eye to eye

    If you don't know me by now
    You will never
    Never never know me
     
     
     

    En el muelle de San Blas - Manà

     
     
    Ella despidió a su amor
    El partió en un barco en el muelle de san Blas
    él juró que volvería
    y empapada en llanto ella juró que esperaría..
    miles de lunas pasaron
    y siempre ella estaba en el muelle
    esperando..
    Muchas tardes se anidaron
    se anidaron en su pelo
    y en sus labios

    Llevaba el mismo vestido
    y por si él volviera no se fuera a equivocar.
    Los cangrejos le mordían
    su ropaje, su tristeza y su ilusión..
    y el tiempo se escurrió
    y sus ojos se le llenaron de amaneceres
    y del mar se enamoró
    y su cuerpo se enraizó
    en el muelle

    Sola
    sola en el olvido
    sola
    sola con su espíritu
    sola
    sola con su amor el mar
    sola
    en el muelle de san Blas

    Su cabello se blanqueó
    pero ningún barco a su amor le devolvía,
    y en el pueblo le decían
    le decían la loca del muelle de san Blas.
    Y una tarde de abril
    la intentaron transladar al manicomio;
    nadie la pudo arrancar
    y del mar nunca jamás la separaron.

    Sola
    sola en el olvido
    sola
    sola con su espíritu
    sola
    sola con su amor el mar
    sola
    en el muelle de san Blas

    Sola en el olvido
    Sola con su espíritu
    Sola con su amor el mar

    Sola
    sola en el olvido
    sola
    sola con su espíritu
    sola
    sola con su amor el mar
    sola
    en el muelle de san Blas

    Se quedó
    Se quedó
    Sola, sola
    Se quedó
    Se quedó
    con el sol y con el mar
    Se quedó ahí
    Se quedó hasta el fin
    se quedó ahí
    se quedó en el muelle de san Blas

    Sola, sola, sola
     
     
     

    Wait for Sleep - Dream Theatre . .

     
    " .. cerco un volto solo, tra quelli che mi circondano. e non ha i segni della sorpresa. solo del fatalismo. "
     
    .. lo sospettavo. quasi lo sapevo. avevo paura di crederci.. ma ora non posso chiudere gli occhi.
     
    .. potremmo..
     
    .. no. devi andartene. tu non sei umano. sei un dio sumero. sopravvivi a tutto. sopravviverai anche a me. continuerai a camminare sulla terra quando non vi sarà rimasto niente. vattene..
     
    .. addio..
     
    " .. mi fermo nel centro di uruk. e per un istante le mura polverose della mia città sembrano tornare alla vita, sotto il raggio di nanoa, la dea della luna. e allora odo il canto di chi scende lungo lo shatt el hai. il mormorio dei sacerdoti nel tempio bianco, in attesa che utu, il dio del sole, alzi il suo scudo d'oro sopra i due fiumi. il martellare degli orefici. i passi cadenzati dei soldati. ma a un tratto una iena sghignazza e un colpo di vento alza mulinelli di polvere. e l'incanto si spezza. e mi ritrovo solo.. in piedi, tra le rovine di una città che non esiste più. e io, colui che non muore, do le spalle alle cose morte e alle creature mortali. e marcio verso il deserto infinito.. e a un tratto ricordo l'avvoltoio morto. e ne ho invidia. "
     
     
    Standing by the window
    Eyes upon the moon
    Hoping that the memory
    will leave her spirit soon

    She shuts the doors and lights
    And lays her body on the bed
    Where images and words are
    running deep
    She has too much pride to pull
    the sheets above her head
    So quietly she lays and waits
    for sleep..
     
     

    She stares at the ceiling
    And tries not to think
    And pictures the chains
    She's been trying to link again
    But the feeling is gone

    And water can't cover her
    memory
    And ashes can't answer her
    pain
    God give me the power to take
    breath from a breeze
    And call life from a cold metal
    frame
     
     
    In with the ashes
    Or up with the smoke from the
    fire
    With wings up in heaven
    Or here, lying in bed
    Palm of her hand to my head
    Now and forever curled in my
    heart
    And the heart of the world